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E' ufficiale: l'apertura del Louvre di Abu Dhabi è stata fissata per l'11 novembre 2017. Dopo dieci anni di lunghe attese, il progetto del Museo più ambizioso al mondo, opera del celebre architetto Jean Nouvel è stato portato a termine.

E’ ufficiale: il Museo del Louvre di Abu Dhabi apre a novembre 2017. Dopo 10 anni di attesa e cinque di rallentamenti e ritardi, il progetto del Museo del Louvre di Abu Dhabi, uno dei più ambiziosi al mondo, è finalmente giunto a compimento, con un costo finale vicino al miliardo di euro. L’11 novembre 2017, il museo universale, che farà da ponte fra cultura orientale e occidentale, aprirà i battenti, svelando le sue bellezze e i suoi tesori al mondo intero. Dietro a tanto splendore, c’è il nome di uno degli architetti più celebri al mondo, Jean Nouvel, vincitore del premio Pritzker.

Il Museo del Louvre di Abu Dhabi apre a novembre 2017, dopo tanti anni di attesa e di aspettative. Annunciato nel 2007, il complesso ha subito dei forti rallentamenti a causa della crisi, che ha fatto slittare l’inaugurazione, inizialmente dal 2012 al 2015 e infine al 2017. Mohamed Khalifa Al-Mubarak, presidente dell’Autorità del turismo e della cultura di Abu Dhabi, ha annunciato che il Louvre di Abu Dhabi sarà un museo universale, quindi un punto di incontro fra cultura orientale e occidentale. L’obiettivo? Quello di porre la capitale degli Emirati Arabi al centro della scena artistica internazionale.

Anche la posizione è strategica. Il Museo del Louvre di Abu Dhabi si trova infatti nell’Isola di Saadiyat, il distretto culturale di Abu Dhabi, dove sono accolti poli museali di altissimo livello quali lo Zayed National Museum, il Guggenheim Abu Dhabi nonchè il Louvre Abu Dhabi.

Il Museo è un vero e proprio capolavoro dell’architettura. La protagonista della scena è la cupola argentea che, con i suoi 180 metri di diametro, sovrasta l’intera struttura. La complessa geometria, composta da quasi 8000 stelle metalliche, lascia penetrare la luce del sole, proiettandola sia all’interno che all’esterno, attraverso fasci luminosi a stella, diversi a seconda dell’ora e della stagione. Al tempo stesso gli 8 strati di acciaio proteggono la struttura dalle temperature proibitive del deserto.

“Il Louvre Abu Dhabi aprirà tra due mesi dopo undici anni di studi e costruzione, gli ospiti entreranno in un luogo di luce, un posto di incontro rivelatore di un numero planetario di culture che attraversano mari e secoli. È un’architettura che protegge i suoi tesori, è un omaggio alla città araba, alla sua poesia attraverso la geometria e la luce, e, sotto la sua immense cupola, c’è una evocazione di temporalità che segna inesorabilmente le ore, i giorni, e il passaggio delle nostre vite” – ha dichiarato l’architetto.

Oltre alle 23 gallerie d’arte della collezione permanente, il museo include spazi espositivi per le mostre temporanee, un’area museale dedicata ai bambini, un ristorante, una boutique e un caffè.

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Solide e funzionali, le mensole nelle loro svariate misure, forme e finiture si rivelano preziosi piani d’appoggio, che arredano la parete occupando pochissimo spazio.

Se nel bagno non c’è abbastanza abbastanza spazio per un mobile o se questo non è in grado di contenere tutto ciò che serve, le mensole sono un’ottima soluzione per avere oggetti a portata di mano e senza ingombrare troppo. Non richiedono molto spazio e l’unica accortezza è quella di non inserirle in un punto di passaggio dove si potrebbero facilmente urtare. Sono quindi perfette vicino al lavabo, oppure sotto o di fianco allo specchio, un jolly davvero utile, dal punto di vista funzionale ma anche estetico. Ve ne sono di sobrie ed essenziali, decorative e dalla presenza “importante”, mini o anche maxi, o da usare in abbinamento ad altre per creare inusuali composizioni. Abbinate per colore all’arredo o in contrasto con esso, le mensole possono essere fissate a parete perfettamente sovrapposte, oppure sfalsate per un effetto più mosso; alcuni modelli sono pensati invece per creare composizioni tra elementi orizzontali e verticali dal piacevole impatto decorativo.

Nella classica forma lineare e squadrata oppure con angoli stondati o con bordi lavorati, possono tutte a pieno titolo esser considerate veri e propri elementi d’arredo. Si trovano in svariati materiali (il legno, il metallo, il plexiglas, il vetro, la ceramica o il Corian), in moltissimi colori e finiture, e per l’utilizzo in bagno devono essere resistenti soprattutto all’umidità. In base al modello, si fissano alle pareti o in modo che l’aggancio sia completamente nascosto oppure sono dotate di supporti spesso con valenza estetica decorativa.

         

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I led hanno rivoluzionato il mondo dell'illuminazione: fanno risparmiare energia e denaro perché durano a lungo, in più possono essere integrati nelle lampade, dando vita a nuovi design.

I led, sono componenti che, al passaggio di una minima corrente, emettono una luce priva di raggi infrarossi e ultravioletti, accendendosi immediatamente. Molto compatti, hanno un ciclo di vita molto lungo (fino a 100.000 ore ), inoltre mantengono il 70% dell’emissione luminosa iniziale ancora dopo 50.000 ore. Per capire meglio, bisogna considerare che la vita media di una lampadina a filamento era di circa 1000/1500 ore.

Un altro aspetto fondamentale è il risparmio di energia connesso all’utilizzo dei led che arriva fino al 90 % in più rispetto agli altri sistemi di illuminazione.

La luce che assicurano poi è intensa e brillante, perché alta è la loro efficienza luminosa (fino a 120 lm/W, rispetto ai 13 lm/W delle lampade ad incandescenza, 16 lm/W per le alogene, 50 lm/W per le fluorescenti).

Inoltre poiché i led funzionano a bassi voltaggi, più sicuri, non scaldano le lampadine che li contengono e quindi possono essere maneggiate senza il pericolo di scottarsi. Anche la durata dei led è fino a 10 volte superiore rispetto alle luci fluorescenti compatte.

Mentre le lampadine a incandescenza non consentivano di scegliere tra la luce calda o fredda, con i led questo diventa possibile.

La temperatura di colore si misura in gradi Kelvin: la luce calda è compresa tra 3.000 e 3.300 Kelvin; quella fredda ha una temperatura di colore tra i 3.600 e i 6.500 gradi Kelvin. Esistono vari tipi di led, tra i più efficienti quelli che grazie al dimmer integrato permettono di variare la luminosità e quelli dotati di di sensore per cui la luce si abbassa automaticamente.

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Compatti e gli arredi per la cameretta di bimbi e ragazzi sono progettati per risolvere ogni problema di spazio.

Con un'ampia scelta di materiali, finiture e colori e un'innata vocazione a trasformarsi nel tempo per adattarsi alle fasi della crescita.Nella cameretta i ragazzi trascorrono molte ore della giornata, per questo motivo è bene che sia accogliente e ben organizzata.  Devono essere presenti un letto comodo da poter usare anche come seduta per il giorno, una grande scrivania, una libreria o una serie di mensole e un armadio per riporre tutto: giocattoli, vestiti e attrezzature sportive. È inoltre importante che gli arredi siano in grado di adeguarsi alle loro esigenze nel tempo. Per sfruttare al massimo lo spazio e avere a disposizione, anche in un ambiente di dimensioni ridotte, sia la zona studio sia la zona notte, esistono molte soluzioni salvaspazio, in alcuni casi anche trasformabili.

Spazio in più

 Il letto singolo misura solitamente 80-90 cm di larghezza per 190-200 di lunghezza. Sotto la rete può essere inserito un secondo letto estraibile su ruote oppure si sistemano cassetti per la biancheria. È bene lasciare una distanza minima di 70 cm tra il letto e la parete o l’armadio, necessaria per il passaggio. I letti scorrevoli, con la base agganciata ai binari integrati in boiserie attrezzate, sono molto flessibili. Tra il letto superiore e quello inferiore c’è spesso anche la possibilità di inserire uno scrittoio estraibile. I letti parzialmente sovrapposti, allineati o ad angolo, consentono di sistemare quello superiore a una quota inferiore rispetto ai modelli a castello tradizionali.

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Tavolo, sedia e lampada vanno scelti l'uno in funzione dell'altro, con particolare attenzione a forma e dimensioni.

Tavolo: dove va sistemato?

Forma della stanza e collocazione del tavolo al suo interno sono le cose di cui tener conto per individuare il modello giusto: nell’angolo è consigliabile la versione rotonda o quadrata, mentre se deve essere a parete è meglio orientarsi verso uno rettangolare.  Per ogni posto  vanno calcolati 40 cm di profondità e 50-60 cm di larghezza) e l’ingombro intorno (70/80 cm).

Ergonomia e aspetto delle sedie

Il comfort è dato dalla forma della seduta, che deve essere sagomata e possibilmente con fronte curvo e  con la parte più alta davanti e appena più bassa dietro. Allo schienale è richiesta una certa elasticità, grazie a una moderata oscillazione. Non solo, deve essere lievemente inclinato all’indietro, per non “tagliare” la schiena e deve avere un’altezza superiore a 30 cm. Da considerare infine il rapporto tavolo/sedia: tenendo conto che il piano del primo è a circa 73 cm da terra, per la sedia ne vanno calcolati 45. 

Accendere le giuste luci 

Sul tavolo serve una luce puntuale, che illumini senza abbagliare, né creare zone d’ombra:  è importante considerare che si devono raggiungere i 100 – 150 lux, quindi conviene verificare questo dato a seconda del tipo di lampada scelta. Anche le piantane, purché con fusto orientabile sono adatte alla zona pranzo, ma meglio se il top del tavolo non supera i 160 cm di lunghezza, altrimenti vanno accostate ad altre fonti luminose.

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L’iconica lampada Arco nasce da un progetto rivoluzionario. L’essenza di questa lampada intramontabile ed è composta da:

  • Il riflettore:  
    In alluminio stampato, lucidato e protetto da una vernice trasparente è orientabile e regolabile in altezza. 
  • Lo stelo ha sezione quadrata: 
    È un segno inconfondibile del profilo del sostegno  telescopico – formato da tre segmenti per aumentare la possibilità di allungamento  e ampiezza –  in acciaio inossidabile satinato.
  • 50 kg in marmo bianco di Carrara: 
    La base è in grado di assicurare la stabilità di tutta la struttura: a forma di parallelepipedo, è alta 55 cm e ha angoli smussati.

Per il 50°,  la versione a led.

Nel 2012, in occasione dei 50 anni della lampada è stata creata una nuova versione, Multichip Led, che si affianca al modello tradizionale, mantenendone immutata l’estetica.

Punti focali

Fonti di luce diretta senza dover essere vincolati a un sistema di illuminazione a sospensione, sono adatti per illuminare aree circoscritte, come le zone pranzo o conversazione, ma non un’intera stanza. 

L’ampiezza dell’arco

Il cono luminoso deve cadere al posto giusto e il diffusore non deve essere a meno di 60 cm dall’elemento che si vuole illuminare. Il sostegno in metallo, cromato o colorato, può essere fisso o regolabile, in genere con sistema telescopico.

Le lampadine:

Per uso domestico si distinguono tre tipi: alogene, fluorescenti compatte, a led, che hanno attacchi standard in quasi tutte le tipologie, a eccezione delle fluorescenti. Considerando le caratteristiche di base, le prime hanno un’ottima resa luminosa, sono tutte dimmerabili, hanno costi contenuti, ma un consumo più alto rispetto alle altre, e scaldano molto.

Le fluorescenti compatte, dette anche a basso consumo, hanno una durata superiore ma costi un po’ più alti. Non tutte possono essere regolate con dimmer. Quelle a led, che ormai esistono di molte forme e in un ampio spettro di colori, hanno costi più elevati, compensati dalla durata e dai consumi ridottissimi. Non tutte si adattano ai dimmer.

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Un ambiente che induce al relax già appena entrati nella stanza: per quanti il bagno lo desiderano così, l’ispirazione deve essere cercata nell’essenzialità.

Che non significa rinunciare a qualcosa, ma sostituire ogni esagerazione o decorazione eccentrica con forme lineari e minimali che trovano espressione e valenza estetica nel colore bianco e nell’effetto legno naturale.

Semplici segni, al limite del grafismo, possono un grande impatto, appagare la vista e allo stesso tempo rendere funzionale e completo il bagno.

In questa direzione stilistica, infatti, l’eccellente design che contraddistingue le soluzioni di arredo più recenti preserva assolutamente la vocazione di “praticità” e funzionalità, indispensabili in bagno e allo stesso tempo arreda con gusto raffinato, vagamente ispirato agli ambienti tradizionali orientali. 

Per la zona lavabo, quella che maggiormente caratterizza l’ambiente, mensole e contenitori devo essere perfettamente coordinati, ma anche cassetti integrati e a scomparsa offrono la possibilità di contenere spazi paragonabili a quelli di una base e di una colonna (che hanno però tutt’altro effetto estetico). Per completare il bagno e rafforzare il mood contemplativo l’ideale è una vasca a incasso totale.

Quando questa modalità di installazione è impossibile o difficoltosa, lo stesso effetto si può ottenere con un modello freestanding dalla sagoma arrotondata e dal volume lineare.

Guarda e copia i dettagli che fanno lo stile:
– legno chiaro (rovere o betulla);
– bianco;
– composizioni semplici con forme lineari, rese morbide grazie agli angoli arrotondati;
– mensole a giorno;
– top o basi sospese;
– lavabi dai bordi sottili;
– vasca a incasso totale;
– specchi al vivo – rigorosamente senza cornice – rotondi o rettangolari, che assecondano la forma del lavabo;
– rivestimenti uniformi e monocromatici.

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Le nostre abitazioni possono risultare più inquinate dell’ambiente esterno. In casa si respirano una grande quantità di sostanze inquinanti che possono essere anche cinque volte superiori a quelle presente all’esterno. Quando si pensa ad una casa accogliente, piacevole da vivere, con tanta luce, ci si dimentica, della  qualità dell’aria che si respira nello spazio domestico.

Gran parte degli italiani trascorre la maggior parte delle ore del giorno in ambienti chiusi, sottoposti perciò agli effetti che queste sostanze procurano alla salute. Tra le sostanze dannose all’uomo i maggior indiziati sono: 

  • la formaldeide già segnalata dal IARC nel 2004;
  • i VOC, composti volatili organici che sono causa della cosiddetta “sindrome della casa malata” che può provocare tosse secca, cefalee, irritazione di occhi, naso e gola ecc.ecc.

Per affrontare questo fenomeno è stata lanciata nel 2011 un’innovativa tecnologia  chiamata Activ’Air, capace di abbattere fino all’80% i livelli di formaldeide e VOC negli ambienti interni. Questa tecnologia inizialmente è stata introdotta soltanto per i sistemi a secco in cartongesso e nei controsoffitti, ma oggi  la utilizzano anche alcuni intonaci in commercio. Quindi si potrà, senza interventi particolarmente invasivi, migliorare la qualità dell’aria delle nostre case utilizzando intonaci, controsoffitti o sistemi a secco in cartongesso prodotti proprio con questa tecnologia all’avanguardia.

Questi sistemi hanno anche la capacità di aumentare, in modo attivo, le caratteristiche prestazionali dei sistemi costruttivi a base di gesso assorbendo e neutralizzando la formaldeide senza rilasciarla di nuovo e assicurando una durata dei benefici a lungo termine. 

Le tre macro famiglie (i sistemi a secco in cartongesso, i controsoffitti e gli intonaci e rasanti), che utilizzano questa tecnologia all’avanguardia soddisfano, perciò, diverse esigenze sia in fase di ristrutturazione che di costruzione, vediamone le caratteristiche generali.

  • I sistemi a secco in cartongesso si differenziano tra loro per la finitura estetica, la resistenza meccanica e al fuoco, il comfort acustico e una  facilità di installazione e trasporto.
  • I controsoffitti si dividono in controsoffitti continui che abbinano il design a proprietà tecniche specifiche e sono adatti a coprire grandi superfici come teatri e cinema oppure ambienti sportivi e controsoffitti modulari adatti per realizzare controsoffitti ispezionabili, lisci, forati o piani, con struttura a vista.
  • Gli intonaci e rasanti, che permettono di abbattere la presenza di formaldeide, sono prodotti a base di gesso e calce naturale e possono essere finiti con pitture traspiranti o idropitture senza perdere gli effetti che questa nuova tecnologia gli conferisce.

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Siamo in piena frenesia regali e chissà se qualche famiglia non stia pensando di regalarsi una casa? Tra un regalo, una decorazione e tante idee su imbandire la tavola per le feste potrete apprezzare queste utili informazioni se sotto l’albero o per l’anno nuovo avete intenzione di comprare casa.

Nel momento in cui si decide di acquistare una casa, il costo del notaio è una delle voci da tenere in debita considerazione. Pur essendo naturalmente di gran lunga inferiori rispetto alle voci preponderanti – il prezzo dell’immobile su tutti – il costo del notaio è infatti uno di quei capitoli di spesa che sarebbe bene valutare sin dai primi passi, non fosse per altro motivo che il conto di paga di norma alla sottoscrizione stessa dell’atto e sono dunque cifre di cui dovremo avere la disponibilità immediata all’atto dell’acquisto. Una volta chiarito questo primo punto, ed esserci quindi preparati a muoverci per tempo in questo senso, Passiamo a sgomberare il campo dalla seconda questione pressante: a chi spetta sostenere il costo del notaio? La risposta è: all’acquirente della casa. Sarà dunque colui che compra a dover pagare il conto, ma sarà sempre colui che compra ad avere anche il diritto di decidere a quale notaio rivolgersi. Non si tratta di una cosa da poco: la possibilità di rivolgersi a un notaio di propria scelta dà infatti la garanzia di poter avere a che fare con un professionista di fiducia, che possa consigliarci per il meglio e con il quale possiamo instaurare un rapporto corretto. Questo naturalmente non significa in nessun modo che il notaio favorirà noi rispetto alla nostra controparte, né tantomeno che ci consiglierà modi per aggirare leggi e regolamenti: ricordiamoci che si tratta di un pubblico ufficiale e che il pieno rispetto della legalità è una delle prerogative di questa professione! Il costo del notaio però prevede di norma anche una fondamentale parte consulenziale che – nel pieno rispetto della legge e nella massima trasparenza verso le parti coinvolte – può aiutarci a prendere le decisioni migliori e più sicure sia per la nostra situazione presente sia per quanto potrebbe verificarsi in futuro. Il notaio, grazie all’approfondita conoscenza della materia e alla vasta esperienza nei campi di sua competenza, può infatti prevedere molto meglio di noi eventuali complicazioni che potrebbero nascere anche in futuro e consigliarci al meglio per mettere in atto tutte quelle accortezze che potrebbero rivelarsi un’efficace protezione negli anni.

Costo del notaio: come calcolarlo

Una volta stabilito a chi spetta il costo del notaio, il prossimo passo è quello di stabilire come calcolarlo. Nel caso dell’acquisto di un immobile, il primo importante distinguo nel calcolo del costo del notaio è, naturalmente, stabilire se si tratta di una prima o di una seconda casa. Per la prima casa infatti la legge prevede (come e in quale misura è questione suscettibile di modifiche a seconda delle diverse legislature e del susseguirsi dei  provvedimenti in materia) delle agevolazioni fiscali che influiscono anche sul costo del notaio, che naturalmente in questo caso diminuisce. Ricordiamoci infatti che nel costo del notaio è compresa anche la riscossione di una serie di tasse e imposte che il notaio provvederà a versare a nostro nome in quanto sostituto d’imposta. Altro aspetto che influisce notevolmente sul costo del notaio e sul relativo calcolo è la necessità di stipulare, insieme all’atto di compravendita, anche quello di mutuo: anche in questo caso il costo dell’atto notarile e di tutto ciò che ad esso concerne è a carico della persona che stipula il mutuo e non della banca che lo eroga, a meno che si tratti della surroga di un mutuo esistente.

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Avete mai pensare di arredare con l’arte? No? Condividiamo con voi i suggerimenti di alcuni professionisti del settore!

Se volete che la vostra casa abbia qualcosa in più rispetto alle altre, non dovete limitarvi a scegliere un arredamento di design.

Molto spesso, infatti, nel sistemare casa vengono trascurati dei particolari che si sbaglia a considerare oziosi. Un esempio? Le pareti: si tratta di spazi assai sottovalutati, ma che fungono da collante per il vostro arredamento, evitando di dare alle stanze un’aria anonima. Come fare, allora, per valorizzarle la meglio? Il trucco è sempre lo stesso, disseminarle di quadri.
Le tele appese continuano a mantenere il loro fascino, con una piccola variante: ora sono alleggerite dalle ingombranti cornici da cui erano sormontate in precedenza, sostituite da supporti che esaltino al meglio quello che contengono. L’acquisto di un quadro è una scelta che non tutti possono permettersi, ma ciò non implica che dobbiate rinunciarvi: per le tele più famose, infatti, sono disponibili riproduzioni d’autore o stampe di qualità che rappresentano una soluzione più abbordabile.

Generalmente il salotto, luogo in cui si ricevono e intrattengono gli ospiti, è l’ambiente prescelto per l’allestimento di una piccola galleria, anche in virtù del fatto che si tratta della porzione più ampia della zona living. Per fare un buon lavoro, però, non basta radunare tutti i vostri dipinti preferiti, è necessario che operiate una cernita tra questi, optando solo per quelli che meglio si armonizzano con il vostro arredamento. Solo così potrete aggiungere un tocco di carattere al vostro salotto.

L’arte moderna, un trend che non tramonta mai, è quello che vi consigliamo, anche nel caso in cui la vostra abitazione presenti un arredamento classico: se ben studiati, infatti, i contrasti sono un valore aggiunto. Una stampa ritraente il “Trovatore sulla spiaggia” di Giorgio de Chirico, per esempio, sarà indicata per qualsiasi stile.


“Trovatore sulla spiaggia” di Giorgio de Chirico

Dal classico all’insolito: nel caso di un salotto all’insegna di colori neutri vi proponiamo, per ravvivarlo, un’opera come il “Nudo disteso” di Walasse Ting con il suo fascino orientaleggiante.


“Nudo disteso” di Walasse Ting

Se invece è lo stile minimal ad accattivarvi, le stampe che riproducono i lavori di Alberto Burri o la serie dei “Concetti Spaziali” di Lucio Fontana fanno al caso vostro.


Lucio Fontana – Concetti Spaziali

Qualora il vostro motto sia “essenziale, sì, ma con colore”, invece, optate per le assai varie “Composizioni” di Piero Dorazio o sulle tele di un altro artista nostrano come Giuseppe Capogrossi, con la riproduzione seriale di indefinibili figure che ne rappresentano la firma inconfondibile.

Per chi predilige l’arte figurativa, poi, consigliamo di orientarsi su tele che non siano troppo inflazionate. Un esempio potrebbe essere la “Donna Sdraiata” di Giacomo Manzù che vedete di seguito. Questa stampa, con il nero come colore prevalente, si rende un passepartout.


Donna sdraiata – Giacomo Manzù

Se le stampe proposte vi hanno invogliato ad adottare soluzioni affini per il vostro salotto, vi segnaliamo la prossima asta targata Minerva Auctions che ha al centro una vasta raccolta di opere di grafica internazionale. L’appuntamento è fissato per il 14 dicembre 2016. La vendita all’incanto si svolgerà a Roma, presso Palazzo Odescalchi, sede storia della casa d’aste della Capitale.

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