Categoria Interior Design

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Tavolo, sedia e lampada vanno scelti l'uno in funzione dell'altro, con particolare attenzione a forma e dimensioni.

Tavolo: dove va sistemato?

Forma della stanza e collocazione del tavolo al suo interno sono le cose di cui tener conto per individuare il modello giusto: nell’angolo è consigliabile la versione rotonda o quadrata, mentre se deve essere a parete è meglio orientarsi verso uno rettangolare.  Per ogni posto  vanno calcolati 40 cm di profondità e 50-60 cm di larghezza) e l’ingombro intorno (70/80 cm).

Ergonomia e aspetto delle sedie

Il comfort è dato dalla forma della seduta, che deve essere sagomata e possibilmente con fronte curvo e  con la parte più alta davanti e appena più bassa dietro. Allo schienale è richiesta una certa elasticità, grazie a una moderata oscillazione. Non solo, deve essere lievemente inclinato all’indietro, per non “tagliare” la schiena e deve avere un’altezza superiore a 30 cm. Da considerare infine il rapporto tavolo/sedia: tenendo conto che il piano del primo è a circa 73 cm da terra, per la sedia ne vanno calcolati 45. 

Accendere le giuste luci 

Sul tavolo serve una luce puntuale, che illumini senza abbagliare, né creare zone d’ombra:  è importante considerare che si devono raggiungere i 100 – 150 lux, quindi conviene verificare questo dato a seconda del tipo di lampada scelta. Anche le piantane, purché con fusto orientabile sono adatte alla zona pranzo, ma meglio se il top del tavolo non supera i 160 cm di lunghezza, altrimenti vanno accostate ad altre fonti luminose.

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denis arnaboldi

Per illuminare una stanza in modo creativo e unico, cosa c’è di meglio delle lampade fai da te? Basta un po’ di manualità, l’idea giusta, il progetto vincente e il gioco è fatto. Strumenti di illuminazione, ma sempre più veri protagonisti dell’arredamento, oggetti di design che danno un senso, definendone proporzioni e accenti, allo stile di un ambiente: le lampade sono elementi da non sottovalutare. Se l’obiettivo è risparmiare o distinguersi dalla massa, confezionando una lampada fai da te davvero esclusiva, ecco tante idee originali perfette allo scopo.

Lampadine, lampadine, lampadine

Le lampadine, vecchie o nuove, inutilizzabili o funzionanti, possono diventare le protagoniste principali di un progetto di illuminazione davvero particolare, di diverse declinazioni e versioni di lampada e di lampadario.

La versione da tavolo. Per comporre la lampada di lampadine, basta procurarsi un po’ di fil di ferro, una decina di lampadine usate e una, leggermente più grande delle altre, nuova e funzionante, completa di portalampada collegato alla corrente elettrica, con filo e interruttore. A questo punto si può comporre la struttura portante, creando un cerchio con il fil di ferro, a cui vanno incollate per la virola, una di fianco all’altra, tutte le lampadine.

Completata la struttura principale, si può inserire al centro, legandola con il fil di ferro, la lampadina funzionante e la lampada da appoggiare al tavolo è pronta.
Il lampadario in barattolo prevede l’utilizzo di tre vasetti di vetro (come quelli delle marmellate), tre lampadine con filo e portalampade. Basta praticare un foro nel coperchio del vasetto, sufficiente per inserire la lampadina, appendere il tutto al soffitto, a diverse altezze e il lampadario è pronto. 

Fai da te eco chic

Si può realizzare una lampada fai da te eco-sostenibile, utilizzando materiali di riciclo, come la plastica o la carta, per esempio. Assemblando i bicchierini di plastica bianca o i pirottini di carta, che si utilizzano per cuocere pasticcini e dolcetti, fino a formare una sfera, per esempio, si può ottenere un lampadario dall’effetto scenografico garantito. 

Basta incollare tra loro tutti i componenti, fino a ottenere la forma desiderata, lasciando lo spazio per inserire il portalampade completo di lampadina da appendere al soffitto.

Vecchi pezzi di carta di riso, carta velina o cartine geografiche possono prendere nuovamente vita, se assemblate intorno a una struttura si fil di ferro, all’interno della quale si inserisce il portalampada, completo di base per tavoli e tavolini. Il fil di ferro può essere modellato fino a diventare un parallelepipedo, un trapezio o una forma astratta a piacere: si incollano i ritagli di carta fino a coprirne tutti i lati, lasciandone uno libero in cui si posiziona la base e il portalampade con la lampadina.

Stoffa, tricot, crochet


Per le amanti dei ferri, dei lavori a maglia o all’uncinetto, la lampada più originale incorpora anche questa passione. Basta ricoprire la luce con un “cappello” lavorato a dovere, tricot o crochet, e l’effetto sorpresa è garantito.

In alternativa, si può optare per un progetto meno impegnativo, per cui basta un portalampade con lampadina e un pezzo di pannolenci del colore preferito. Si realizza una spirale, ritagliando a dovere il tessuto, si fissa la base al porta lampade e il resto si affida alle onde create naturalmente dal feltro.

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denis arnaboldi

L'orto in cucina tra moda, innovazione e design. Un tema trattato in anteprima al Salone del mobile di Milano dove il ''Kitchen Garden'' è sempre più di moda.
L'ambiente in cucina diventa più funzionale e soprattutto più verde. Professionisti del settore reinventano spazi e accessori dedicandoli al verde e alla coltivazione di piccoli orti. Da piccoli accorgimenti a vere e proprie rivoluzioni dove cassetti, vani, dispense diventano splendide scenografie e oggetti di design.

I giardini verticali sono una nuova soluzione naturale nel design del verde. Adatti sia per interni che per esterni, vengono utilizzati come scenografici oggetti di design, per arredare balconi o addirittura per coprire intere pareti o palazzi. La loro realizzazione non è semplicissima ma ci sono molti modi per crearli in maniera del tutto semplice soprattutto se decidiamo di utilizzare il giardino verticale in cucina, come piccolo orto le cui piante possono essere utili tutti i giorni e la cui manutenzione non richiede molti sforzi.
La costruzione di un giardino verticale è molto più semplice di quello che si crede: esistono infatti diversi metodi fai da te per realizzare uno dei tanti tipi di giardino verticale.
Diventa complicato invece se si pensa di riempire da soli un’immensa parete verde in casa, qualcosa di più ridotto è certamente possibile crearlo con alcuni semplici trucchi e consigli, riciclando alcuni insospettabili materiali per la base del nostro giardino verticale. Pallet, bottiglie di plastica vuote, vecchie grondaie, reti di fil di ferro e così via sono materiali di recupero eccezionali per realizzare un giardino verticale degno di nota.

Vi sono molte specie di giardini verticali, esiste tuttavia una regola valida per tutte: dopo aver messo a dimora le piante, bisognerà attendere almeno 1-2 settimane prima del posizionamento in verticale della struttura, in modo che le piante scelte per il giardino verticale abbiano messo radici stabili e solide.

Ecco come fare!
Iniziamo da un vecchio pallet, ottimo supporto per un giardino verticale da interno o da esterno di grande impatto. Dopo aver chiuso il retro e il sotto del pallet con una tela traspirante per impedire al terriccio di uscire, riempite lo spazio così creato di terra, sistemate le varie piantine nello spazio tra un’asse e l’altra. Attendete una o due settimane e posizionate in verticale la struttura.
In alternativa al pallet è sufficiente prendere una scatola di qualunque tipo, riempirla di terriccio e ricoprirla con del tessuto non tessuto o della semplice stoffa; fatto questo passaggio si dovrà fissare la rete metallica sopra la stoffa in modo che anche in verticale la terra sia trattenuta. In corrispondenza dei fori della rete potrete mettere a dimora le piante, tagliando appena la stoffa. Sarà sufficiente fissare a una parete delle vecchie grondaie e utilizzarle come fioriere.
Scegliendo piante dallo sviluppo pendente, poi, con un po’ di pazienza, potremo far crescere una vera cascata di verde. Le bottiglie di plastica appese al soffitto, l’una sotto l’altra, possono svolgere la stessa funzione delle grondaia-fioriera, una volta bucate e riempite di terriccio.

A completare questa stupenda rivoluzione in cucina è la ridotta manutenzione che non richiede molti sforzi.
Delle vere e proprie idee salvaspazio!

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Lorenzo Giorgetti

Un tempo bastava fare l’albero o il presepe, qualche ghirlanda sparsa qua e la e il gioco era fatto. Oggi il discorso cambia, rendere la propria casa bella e accogliente per le feste è un must irrinunciabile. Gli esperti dicono che l’eleganza deve farla da padrone, quindi meglio non esagerare in ogni caso. Irrinunciabile il rosso, ma non indispensabile: anche l’oro e l’argento possono sostituire il canonico colore delle feste.

Se sei pignolo e comunque ti piace addobbare e sistemare casa in modo tale da avere tutto sotto controllo, ti possiamo assicurare che avresti la possibilità non solo di decorare in modo permanente la tua casa per tutta la durata delle feste, ma che, addirittura, puoi accompagnare ogni tuo pasto con elementi di design e addobbi eleganti.

La tavola del Natale non deve essere troppo chiassosa, ma deve sposarsi bene con gli altri elementi che hai scelto per il tuo appartamento. No all’accozzaglia di colore, ma si al tono su tono, il tuo servizio di piatti deve accompagnare tovaglioli, tovaglia, centro tavola, che puoi se hai voglia, tempo e ci sai fare, creare e personalizzare da sola, con fiori secchi, perline e vecchie palline dell’albero. Ricorda che anche la frutta può esserti utile per ingentilire una bella tavola, che sarà già allegra e spensierata, spero, per i tuoi ospiti.

L’albero non deve essere necessariamente mastodontico per fare figura:  ogni anno ci si può  ingegnare per renderlo più bello con frutta e fiori essiccata, pannocchie decorate, rami ridipinti.

Il tocco personale deve esserci sempre e non c’è moda che tenga. Inoltre, ognuna di queste decorazioni può essere tranquillamente preparata prima, con largo anticipo, così da non essere oberati nel pieno delle feste.

Sempre per la tavola molto carina è l’idea del segna posto, che può essere altrettanto personalizzato con un semplice pennarello colorato o color oro. Non c’è bisogno di ghirigori o di essere un’artista: basta il nome della persona, un bel cartoncino rigido, e il segna posto è fatto!