Lo stile della Lampada Arco

admin

L’iconica lampada Arco nasce da un progetto rivoluzionario. L’essenza di questa lampada intramontabile ed è composta da:

  • Il riflettore:  
    In alluminio stampato, lucidato e protetto da una vernice trasparente è orientabile e regolabile in altezza. 
  • Lo stelo ha sezione quadrata: 
    È un segno inconfondibile del profilo del sostegno  telescopico – formato da tre segmenti per aumentare la possibilità di allungamento  e ampiezza –  in acciaio inossidabile satinato.
  • 50 kg in marmo bianco di Carrara: 
    La base è in grado di assicurare la stabilità di tutta la struttura: a forma di parallelepipedo, è alta 55 cm e ha angoli smussati.

Per il 50°,  la versione a led.

Nel 2012, in occasione dei 50 anni della lampada è stata creata una nuova versione, Multichip Led, che si affianca al modello tradizionale, mantenendone immutata l’estetica.

Punti focali

Fonti di luce diretta senza dover essere vincolati a un sistema di illuminazione a sospensione, sono adatti per illuminare aree circoscritte, come le zone pranzo o conversazione, ma non un’intera stanza. 

L’ampiezza dell’arco

Il cono luminoso deve cadere al posto giusto e il diffusore non deve essere a meno di 60 cm dall’elemento che si vuole illuminare. Il sostegno in metallo, cromato o colorato, può essere fisso o regolabile, in genere con sistema telescopico.

Le lampadine:

Per uso domestico si distinguono tre tipi: alogene, fluorescenti compatte, a led, che hanno attacchi standard in quasi tutte le tipologie, a eccezione delle fluorescenti. Considerando le caratteristiche di base, le prime hanno un’ottima resa luminosa, sono tutte dimmerabili, hanno costi contenuti, ma un consumo più alto rispetto alle altre, e scaldano molto.

Le fluorescenti compatte, dette anche a basso consumo, hanno una durata superiore ma costi un po’ più alti. Non tutte possono essere regolate con dimmer. Quelle a led, che ormai esistono di molte forme e in un ampio spettro di colori, hanno costi più elevati, compensati dalla durata e dai consumi ridottissimi. Non tutte si adattano ai dimmer.

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

No votes yet

Articoli correlati

Il tuo pollice è verde al punto tale da produrre frutta e verdura direttamente a casa? E allora ecco alcuni consigli su come realizzare un orto sul balcone o sul tuo terrazzo. Pochi i passi da seguire, semplici e molto efficaci. Nel primo step bisogna fare una scelta, lasciare ciò che si coltiva a vista oppure coprirlo con altri fiori nella parte antistante dei vasi. In pratica si potrebbe creare una parte esterna con piante comuni fiorite e lasciare la parte interna del balcone all'orto.

Poco spazio a casa? E allora l'ideale è montare una porta a soffietto. Ecco come si fa. Misura l'altezza e la larghezza dell'apertura della porta. Racati in uno store dell'edilizia ma anche in un mobilificio e scegli la porta che più ti aggrada rispettando quelle misure. Riponi tutto in terra e dai una occhiata a tutti i materiali.

Quante volte ti sarà capitato di avere delle perdite nel lavello della cucina? E quante volte queste perdite sono dovute al sifone? Evidentemente in diverse occasioni, dal momento che questi elementi che non sono più realizzati in materiali resistenti spesso subiscono dei danni. Nel video che ti proponiao oggi vedremo proprio come sostituire un sifone alla base del lavello.

Quante volte sarà capitato di dover sostituire la corda della tapparella e quante volte non ci sei riuscito? Adesso vediamo come si fa. Per prima cosa aprire il cassonetto della persiana, rimuovere la cinghia da sostituire staccandola dal rullo a cui è fissata. Con entrambe le mani praticare una torsione sul rullo riavvolgendo la tapparella completamente. Utlizzando un cacciavite bloccare la tapparella alzata.

Un buon isolamento termico, oltre a portare un beneficio nella temperatura ambientale favoriesce un risparmio energetico. Se il costruttore della tua casa non ha provveduto a farlo puoi organizzarti per realizzarlo. La prima cosa da fare e rimuovere qualsiasi residuo dalle pareti come le carte. L'intonaco poi va carteggiato per rendere ruvida la superfice.