Blog

admin

Il riscaldamento a pavimento è una tecnica sempre più usata nelle abitazioni per irradiare calore nell’ambiente circostante. Si stanno però sviluppando diverse forme alternative, come il riscaldamento a soffitto, il riscaldamento a parete ed il riscaldamento a battiscopa.

Questi impianti garantiscono una migliore distribuzione del calore nell’ambiente grazie al principio di propagazione del calore per irraggiamento, in base al quale il calore si trasferisce da un corpo più caldo ad uno più freddo anche senza un mezzo di trasmissione. Il corpo con la temperatura più alta tende ad emettere radiazioni termiche che vengono assorbite dal corpo più freddo. Questi impianti vengono definiti anche “sistemi a pannelli radianti” e possono essere utilizzati non solo negli edifici residenziali, ma anche negli uffici, nelle scuole, nelle industrie, nei locali pubblici o aperti al pubblico, negli asili, negli ospedali, nei ristoranti, nei negozi, ecc. La diffusione di questi impianti è dovuta alla loro grande versatilità, ma per saperne di più sui costi di installazione ed il funzionamento bisogna rivolgersi ad una ditta specializzata nell’installazione di sistemi di riscaldamento.

Adesso analizziamo come scegliere tra il riscaldamento a pavimento, a soffitto o a parete.

Riscaldamento a pavimento: funzionamento e caratteristiche

Come scegliere tra il riscaldamento a pavimento, a soffitto o a parete? Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto capire che tipo di uso intendete fare dell’impianto e qual è la struttura della vostra abitazione. A tali quesiti può rispondere una ditta di installazione di impianti termici, che oltre ad installare l’impianto può indicarvi quello migliore per la vostra casa sia per l’ottimizzazione dei consumi che per il riscaldamento. Per il riscaldamento a pavimento non ci sono variazioni sostanziali della resa termica collegata alla tipologia di pavimento, ma bisogna comunque tenere presente questi aspetti in fase di installazione dell’impianto:

  • Quantità di calore necessaria per riscaldare un ambiente, che può dipendere dalle caratteristiche costruttive (spessore delle pareti, efficienza dell’isolamento, tipo e stato degli infissi, ecc.)
  • Tipo e spessore del rivestimento
  • La zona climatica
  • Il piano

Non ci sono particolari controindicazioni per le varie tipologie di pavimento, anche se la moquette si sposa perfettamente con il riscaldamento a pavimento, poiché si mantiene asciutta e priva di umidità, mantenendo così un ambiente sano e salubre che è un toccasana per chi soffre di allergie. Diversamente il riscaldamento a pavimento potrebbe incontrare delle difficoltà con il parquet, che potrebbe rialzarsi.

Il riscaldamento a pavimento, che può essere ad acqua oppure elettrico, garantisce un risparmio dei costi energetici di circa il 10-25%, poiché lavora a 35 gradi, una temperatura piuttosto bassa. Tuttavia per ottimizzare i risparmi bisogna tenere costantemente acceso l’impianto, poiché è caratterizzato da un’elevata inerzia termica, cioè la capacità di adeguarsi velocemente ai mutamenti della temperatura.

Il riscaldamento a pavimento riduce al minimo la dispersione di calore, garantisce un’aria salubre e priva di acari della polvere ed inoltre non sottrae spazio alla superficie calpestabile, risultando un’ottima soluzione estetica e funzionale.

Il riscaldamento a soffitto prevede l’installazione nella parte più alta della casa, quindi il calore viene generato dall’alto piuttosto che dal basso. I tubi, una volta installati nel soffitto, vengono coperti con il controsoffitto.

In genere come materiale di copertura si sceglie il cartongesso, che è molto funzionale ed è un ottimo conduttore di calore, permettendo così di sprigionare il calore in tutto l’ambiente. In alternativa i tubi possono essere ancorati nella parte superiore dell’abitazione e lasciati senza copertura con una leggera mano di intonaco. Questa tipologia di impianto è dotato di un circuito idraulico con delle linee dorsali dei tubi che alimentano direttamente i pannelli radianti a soffitto installati nel controsoffitto, senza dover installare altri collettori di distribuzione secondaria.

Il riscaldamento a soffitto utilizza il principio dello scambio di irraggiamento tra superfici calde e superfici fredde. In questo modo le pareti della casa assorbono il calore generato dal controsoffitto, e lo distribuiscono nell’ambiente circostante riscaldandolo.

Il riscaldamento a soffitto non prevede particolari controindicazioni per l’installazione, in quanto non richiede particolari operare murarie e perciò è adatto a qualsiasi tipologia di ambiente e di locale. Questa tipologia di impianto rappresenta quindi una soluzione estremamente pratica ed economica, e garantisce una distribuzione del calore piuttosto omogenea.

I pannelli radianti a soffitto inoltre sono estremamente multifunzionali e versatili, poiché durante i periodi caldi dell’anno possono essere utilizzati anche per il raffrescamento degli ambienti. Naturalmente bisogna però valutare la struttura architettonica della casa e le vostre esigenze. Per esempio se il soffitto è troppo alto, il calore fa fatica a raggiungere l’intero ambiente, e rischia di riscaldare solo la parte superiore delle stanze.

L’installazione di un impianto di riscaldamento a soffitto è piuttosto economico, dal momento che il costo dei pannelli radianti si aggira intorno ai 75-80 euro per mq.

Per avere un impianto di pannelli radianti a soffitto a norma ed efficiente rivolgetevi ad una ditta specializzata nell’installazione di impianti di riscaldamento a soffitto.

Riscaldamento a parete: funzionamento e caratteristiche

I costi di installazione del riscaldamento a pavimento sono piuttosto alti rispetto all’impianto a radiatori, e se si verificano danni alle tubazioni bisogna rimuovere una parte del rivestimento, con tutte le seccature e le difficoltà che ne possono derivare.

La presenza di mobili, tavoli, armadi, ecc. all’interno di una stanza rischia di rallentare la trasmissione di calore, che già impiega diverso tempo prima di diffondersi. La resa del riscaldamento a pavimento dipende anche dalla qualità del materiale utilizzato, quindi rivolgetevi sempre ad una ditta esperta, professionale e qualificata per l’installazione di questa tipologia di impianti.

Riscaldamento a soffitto: funzionamento e caratteristiche

Il riscaldamento a parete presenta una posa delle tubazioni sostanzialmente simile al riscaldamento a pavimento, con la differenza che i pannelli isolanti che limitano la dispersione del calore vengono installati appunto nella parete. L’impianto è poi completato dall’intonaco e da una finitura superficiale.

Il sistema a parete pur essendo poco diffuso è molto consigliato poiché contribuisce al benessere della persona, in quanto si sviluppa in verticale e di conseguenza il corpo umano assorbe calore in maniera omogenea. Tuttavia il riscaldamento a parete presente dei limiti per quanto riguarda l’arredamento, dal momento che non devono essere presenti dei mobili, almeno nelle aree interessate dall’impianto. Se un ambiente è troppo grande quindi il riscaldamento a parete è poco indicato, poiché farebbe fatica ad arrivare alla zona centrale del locale.

Riscaldamento a battiscopa: funzionamento e caratteristiche

Se non avete intenzione di rifare la pavimentazione, il riscaldamento a battiscopa è un’ottima alternativa al riscaldamento a pavimento. Con questo sistema il calore riscalda l’aria all’interno del battiscopa, che poi fuoriesce tramite una fessura ottenuta nella parte superiore.

Il riscaldamento a battiscopa può essere di diverse tipologie: elettrico, ad acqua e misto. Il sistema a battiscopa riscalda l’intero ambiente tramite irraggiamento, quindi non smuove l’aria, riducendo così la polvere e garantendo un ambiente estremamente sano e salubre. Ilriscaldamento a battiscopa è estremamente conveniente da un punto di vista economico, poiché non richiede interventi particolari né opere murarie. Inoltre presenta minori costi di esercizio dal momento che la quantità di acqua che circola nell’impianto è piuttosto ridotto, quindi può essere collegato anche ad un impianto di pannelli solari oppure un impianto domestico fotovoltaico.

Grazie all’assenza del massetto in calcestruzzo, presente invece nel riscaldamento a pavimento, il riscaldamento a battiscopa risolve in maniera brillante il problema dell’elevata inerzia termica, garantendo una diffusione del calore piuttosto rapida. In questo modo tale sistema riesce a riscaldare le aree solitamente più fredde della casa, cioè quelle vicine ai muri perimetrali, e le pareti partendo dal basso, eliminando così qualsiasi problema di muffa e umidità di risalita.

Tra i pochi svantaggi del riscaldamento a battiscopa, bisogna sottolineare che la presenza di armadi o mobili piuttosto grandi ed ingombranti possono rappresentare un ostacolo per la propagazione del calore. Per questo motivo il riscaldamento a battiscopa è molto utilizzato negli asili, nelle scuole, nei musei e negli uffici pubblici, luoghi dove solitamente non sono presenti pesanti mobili a parete.

Ora avete un’idea più chiara su come scegliere tra il riscaldamento a pavimento, a soffitto o a parete, e per avere maggiori dettagli o informazioni è opportuno contattare una ditta specializzata nell’installazione di impianti di riscaldamento.

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

admin

Le esigenze di spazio aumentano, gli ambienti diventano sempre più ridotti, data anche l’universale tendenza del uomo ad accumulare oggetti.
Le soluzioni possibili sono diverse, tra le tante acquistare un immobile più grande oppure ristrutturare quello che si possiede già.

Una soluzione che molti prediligono è ristrutturare la propria casa cosi da personalizzarla,adattarla alle proprie esigenze. Per tale motivo è indispensabile creare un progetto dettagliato che aiuta a studiare nei minimi dettagli ogni angolo della tua dimora con lo scopo di sfruttarli e valorizzarli al meglio.

Creare un angolo salvaspazio non e semplice tanto meno se i Mq della vostra casa sono ridotti. Solo le aziende qualificate con professionisti esperti nel campo della ristrutturazione sono in grado di realizzare questa tipologia di lavoro.

Pertanto, per tutti coloro che desiderano trasformare un angolo della casa ed adibirlo a spazio dove riporre oggetti o il guardaroba, la cabina armadio è ciò che fa’ al caso loro.

Per realizzare la cabina armadio perfetta basta poco,un progetto, un piccolo spazio e le idee chiare su come attrezzarla. L’enorme vantaggio che esiste con la realizzazione di una cabina armadio è l’ assenza di ingombro di spazio dovuto alle ante che crea un classico armadio. Ma non solo, infatti anche in una cabina armadio di modeste dimensioni è possibilesfruttare lo spazio interno molto di più che con un semplice armadio. Pertanto se ben studiata, una cabina armadio ti aiuterà ad ottimizzare gli spazzi ed avere un ambiente più ordinato.

La cabina armadio è possibile realizzarla ovunque, ad esempio,in un ripostiglio o un corridoio cieco o disimpegno inutilizzato.
Anche nella camera da letto è possibile realizzare una cabina armadio che ha l’enorme pregio di essere funzionale, pratica ma anche economica, infatti le spese di realizzazione di una cabina armadio sono particolarmente basse rispetto ad ad un classico armadio a vista.

Per la realizzazione di una cabina armadio sono possibili diverse strutture, la più diffusa è quella in cartongesso ma esistono alternative in muratura o in panelli in legno che rendono l’ambiente più caldo ed accogliente.

Sono i piccoli dettagli a fare la differenza perciò non bisogna mai trascurare nulla, infatti oltre alla struttura della cabina armadio, è doveroso analizzare quale tipologia di porta si abbini al meglio per praticità, funzionalità ed estetica. Le tipologie di porte più comuni sono, quella classica a battente, scorrevole o a libro.

Una volta individuato lo spazio della cabina armadio, la struttura, la porta è possibile personalizzare l’ ambiente attraverso mensole, cappelliere, scarpiere e stand per appendere gli abiti.

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

admin

Il bagno è  un ambiente che necessita di particolare attenzione. Sempre più clienti ci inviano richieste di preventivo per la ristrutturazione del bagno, infatti è l’ambiente in cui interveniamo di più rispetto al resto della casa.

Prima di elencarti i 4 errori più commessi nei lavori di ristrutturazione nel bagno è doveroso dire che quando si interviene per migliorare l’estetica e la funzionalità è obbligatori avere un progetto realizzato da un architetto professionista.

4 errori nella ristrutturazione del bagno

Prima di elencarti i 4 errori più commessi nei lavori di ristrutturazione nel bagno è doveroso dire che quando si interviene per migliorare l’estetica e la funzionalità è obbligatori avere un progetto realizzato da un architetto professionista.

4 errori che si effettuano quando si ristruttura il bagno:

  1. Il primo errore ed il più comune riguarda le misure (per questo motivo io raccomandavo l’obbligo di un progetto).Spesso quando si acquista una casa i vecchi proprietari rimuovono i mobilie gli accessori, per questo motivo chi la acquista si trova di fronte ad un bagno spoglio e vuoto, ciò lo fa sembrare più grande rispetto a quello che è realmente. Un ambiente vuoto e non arredato può ingannare l’occhio dei non addetti ai lavori.Per assicurarti che un sanitario occupi il giusto spazio e renderti conto delle sue dimensioni effettive, traccia sul pavimento l’ingombro esatto con lo scotch di carta o con dei fogli di giornale.
  2. Un altro errore comune riguarda i colori delle piastrelle del pavimento e del rivestimento. Prima di scegliere le ceramiche del bagno bisogna tenere in considerazione le dimensioni della stanza e individuare i colori che aiutano ad ampliare e a stringere l’ambiente. Approfondisci la psicologia del colore nelle varie stanze della casa.
  3. Mischiare diversi stili di arredamento è un errore. La scelta dei sanitari moderni non si abbina con le piastrelle classiche, perciò è consigliato usare un singolo stile di arredamento.
  4. Ostruire il passaggio della luce; alcuni bagni non godono di buona luce naturale. In questo caso bisogna aumentare la luminosità con tende chiare e trasparenti, inoltre ti consiglio di inserire specchi che riflettono la luce negli angoli meno illuminati. Per avere un bagno più luminoso inoltre è consigliato inserire più di una luce in mezzo alla stanza.

Conclusioni:

Milano e nelle grandi città Italiane i bagni sono piccoli e i proprietari spesso commettono questi 4 errori facendo apparire l’ambiente più cupo ed esteticamente non attraente. Ecco alcuni errori da non fare nell’arredamento e nella ristrutturazione del bagno. Se desideri rinnovare il tuo bagno inviaci una richiesta di preventivo, noi ti aiuteremo a migliorarlo nel migliore dei modi.

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

denis arnaboldi

Il bagno moderno è caratterizzato da linee ben definite e dal design essenziale; è indicato principalmente per gli amanti dello stile minimalista e per chi predilige la funzionalità, la praticità e la linearità.

Prima di avviare una ristrutturazione è fondamentale avere le idee chiare e scegliere uno  stile che ti rispecchia. E’ sconsigliato improvvisare ciò inciderebbe negativamente sul risultato finale, si rischierebbe di non avere nessun tipo di collegamento e un atmosfera poco accogliente.

Il rivestimento del bagno è il principale elemento che caratterizza lo stile dell’ambiente, è importante scegliere quello più adatto ai i propri gusti ed esigenze estetiche, senza tralasciare le caratteristiche tecniche che determinano la resistenza e la facilità di pulizia.

La scelta del rivestimento è la parte più divertente e creativa in una ristrutturazione. Dobbiamo tenere in considerazione che ogni ambiente ha le sue funzionalità per cui il rivestimento per il bagno non sarà lo stesso per la cucina o il salotto perché deve resistere all’umidità tipica di questo ambiente.

Quali sono i materiali più indicati per il rivestimento del bagno moderno?

  • La ceramica è uno dei materiali più economici e diffusi. E’ noto per la sua resistenza e facilità nella pulizia. Sono disponibili svariate forma, decori e colori.
  • Il parquet ha la caratteristica di dare calore all’ ambiente. Nell’ ultimo periodo è sempre più utilizzato per il pavimento del bagno. E’ necessario selezionare i materiali più adeguati poiche il legno non si sposa con l’acqua e l’umidità.
  • La porcellana ha le stesse caratteristiche della ceramica pero è più costosa. Sonodisponibili sul mercato svariati modelli.
  • Il vetro è una soluzione molto elegante e di effetto, dona all’ ambiente molta personalità. Anche il vetro è un materiale costoso ed utilizzabile sia per le pareti che per la doccia.
  • La pietra è indicata per chi cerca un effetto rustico o antico. Il prezzo di questo materiale è molto alto, esistono a tal proposito materiali che simulano la pietra dunque più economiche.
  • Il marmo è un materiale di lusso, poco utilizzato ma molto elegante. Esistono svariate tipologie di questo materiale.

Quali sono le forme di piastrelle utilizzabili?

Le forme delle mattonelle sono tantissime, possono essere quadrate, rettangolari, esagonali ecc… Le dimensioni sono altrettanto diverse vanno dai mosaici di piccole dimensioni ai grandi formati da posare sia in verticale che in orizzontale.

Quali colori sono più indicati per le piastrelle del bagno moderno?

Come molti sanno il bianco insieme a tutti gli altri toni chiari sono indicati principalmente per i bagni di piccole dimensioni e poca luce poiché danno un idea di maggior spazio e profondità.

Se il vostro bagno non ha problemi di spazio potete sbizzarrirvi, i colori a vostra disposizione sono tanti: Le tonalità neutre, beige, zucchero di canna, toni scuri, tortora, grigio e nero.

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

 

denis arnaboldi

Siamo oneste, la nostra casa ci sembra sempre troppo piccola. Se non potete acquistare un appartamento più grande ecco i 5 consigli su come far sembrare la casa più grande senza interventi di muratura, sono semplici trucchi che si possono applicare in tutte le abitazioni.

1: Colori chiari

Per far sembrare più grande la vostra casa lasciate dipingetela con colori chiari, puntate sui toni chiari anche per i mobili per dare ampiezza e luminosità. E consiglibbile lo stesso colore e lo stile per gli infissi e per i mobili, cosi facendo l’aspetto della stanza uniforme.

arredare-casa-piccola
 

2: Illuminazione

La luce naturale, va sfruttata al massimo, anche per questioni di risparmio energetico. Valorizziamo anche le finestre, il trucco è installare bastoni delle tende più lunghi dell’ampiezza della finestra. E appendervi lunghe tende monocromo, cosi facendo oltre a far entrare più luce, farà sembrare più grande la finestra.

3: Mobili

Pochi mobili con più funzioni, mobili sospesi come mensole e scaffali vi aiuteranno a recuperare spazio senza dover rinunciare alla funzionalità e all’estetica. L’utilizzo di arredi di diverse proporzioni farà apparire l’ambiente più grande. Disporre i mobili al centro di una stanza, come ad esempio i divani al centro del salone, darà immediatamente un’impressione di maggior ampiezza all’intero ambiente.

4: Specchi

giochi di specchi possono dare illusioni ottiche non indifferenti alla vostra casetta, soprattutto se con studiata noncuranza vengono posti di fronte a finestre, per riflettere spazio e luce.

5: Guerra al disordine

Trovate un posto per tutto ed eliminate gli eccessi, questo farà sembrare la vostra casa più grande. Ogni oggetto in eccesso farà sembrare casa tua più piccola.

Ti abbiamo da 5 consigli su come far sembrare la casa più grande, ora tocca a te, hai già usato questi consigli? hanno cambiato la percezione dello spazio di casa tua?

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

denis arnaboldi

uando si affronta la ristrutturazione di una casa in città a Milano e provincia la scelta del pavimento è una delle decisioni più difficili. Passaggio spesso sottovalutato, ma gli elementi da tenere in considerazione sono tanti, esempio budget, luminosità degli ambienti e anche l’arredamento è fondamentale perché se si posa il pavimento scuro e mobili scuri la camera risulterà più piccola di quello che è realmente, leggi i 5 consigli su come far sembrare la casa più grande se non vuoi che la stanza sembri piccola.

Vediamo come scegliere il pavimento per la casa, ricordandoci che un pavimento è per sempre! la scelta del tipo di pavimentazione ricopre un ruolo fondamentale e delicatapoiché il muro si può ritinteggiarlo, se un mobile è possibile sostituirlo, cambiare il pavimento ha costi, e svantaggi, davvero rilevanti.

Pavimento in parquet.

Di tipi di pavimento ne esistono tanti ognuno diverso dall’altro, con caratteristiche molto differenti, I pavimenti in legno sono ideali per un ambiente caldo e classico, si abbina a qualsiasi tipo di arredamento, consigliato per la zona notte e il salotto, l’umidità danneggia il legno per questo è sconsigliato il parquet per il bagno (non vuol dire che non si può assolutamente).

Pavimento in ceramica.

La ceramica è il materiale più versatile per la pavimentazione perche ha 4 proprietà fondamentali per il pavimento di casa:

1. E’ molto resistente.

2. Igienica.

3. Facile da pulire.

4. “Repellente” alle macchie

Un pavimento in ceramica quindi, può essere usato tranquillamente in tutta la casa.Inoltre, la possibilità di scegliere tra un’infinità di piastrelle di varie dimensioni e di varie forme e dai colori diversi. La ceramica più resistente e più diffusa è il grès porcellanato, per la sua robustezza e facilità di pulizia, è adatto anche alla pavimentazione di garage e terrazzi. Il nostro consiglio, riguardante le piastrelle quadrate, è quello di posarle in diagonale per far sembrare la camera più grande, nel nostro prossimo articolo parleremo dei vari schemi che si usano per la posa delle piastrelle.

Pavimento in cotto.

pavimento in cotto
 

Il cotto è tornato molto di moda in questi ultimi anni, da un senso di calore e di accoglienza, inoltre è veramente molto resistente. La manutenzione di questo pavimento è molto complicata, per tenerlo bello e pulito, infatti, ha bisogno di trattamenti specifici periodici (fatti da professionisti), inoltre tende ad assorbire i liquidi perciò è difficile da smacchiare.

Pavimento in marmo.

pavimento in marmo
 

Il marmo era molto diffuso negli anni ’70, ma al giorno d’oggi è meno utilizzato perché troppo costosi. La qualità principale di questo materiale è quella di valorizzare qualunque ambiente con classe ed eleganza e di avere una superficie perfettamente piana e lucida, si abbina a qualunque esigenza di arredamento (classico o moderno). Il costo rimane superiore rispetto a quello di un comune pavimento in ceramica, perché, oltre all’acquisto, si deve considerare un onere maggiore dovuto alla modalità di posa in opera.

Abbiamo affrontato 4 dei principali materiali per il pavimento, leggi anche I pavimenti più strani e particolari

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

 

 

denis arnaboldi

Il tuo bagno è antico, brutto da vedere e ha bisogno di essere rinnovato. Questa è la situazione che ti trovi davanti se hai acquistato la  casa 30 anni fa, i materiali usati negli anni 80’/90′ sono ormai “fuori moda”. Oltre al fatto che i materiali siano fuori moda, devi considerare che i sanitari in commercio attualmente hanno molte funzioni che ti aiutano a prenderti cura di te e del tuo corpo.

Rinnovare il bagno non vuol dire solo cambiare il pavimento e il rivestimento, significa anche sostituire le ceramiche che al primo sguardo denotano il cambiamento quando entri nel tuo bagno nuovo, appena ristrutturato. La scelta dei materiali per il pavimento e il rivestimento è difficile, il mito che il parquet non è consigliato per il pavimento del bagno è stato lentamente sfatato, non posso pronunciarmi sulla resina perché non conosco il materiale e  nemmeno il suo comportamento con l’umidità.

La luce è un elemento fondamentale per arredare lo spazio, se il bagno è luminoso sembrerà più grande all’occhio umano. Gli specchi sono un accessorio che in bagno non possono mancare, oltre a essere utili per curare il proprio aspetto, servono anche per riflettere la luce, in questo modo il bagno sarà più luminoso e grande.

I sanitari in commercio attualmente sono adattabili ad ogni misura. I sanitari tondi (diam. 60 cm) si usano solitamente per dare l’impressione di avere uno spazio più grande di quello che è realmente.

Conclusioni:

Naturalmente quando si parla di rinnovare il bagno il pensiero va subito alle spese da affrontare, ristrutturare il bagno costa,  questo è innegabile. Il bagno è l’ambiente più intimo, l’unico ambiente della casa dove ci prendiamo cura solo di noi stessi. Vale la penarisparmiare soldi e avere un bagno con i sanitari vecchi e a volte mal funzionanti?

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

denis arnaboldi

Nei centri urbani, durante il periodo estivo, il climatizzatore diventa un fedele alleato per combattere l’afa e spesso il suo utilizzo è considerato davvero irrinunciabile.

Usare indiscriminatamente il climatizzatore significa far aumentare i consumi di energia elettrica, comportamento che si riversa poi sulle bollette e sui bilanci delle famiglie.

Usare correttamente i condizionatori è importante anche per evitare problemi di salute anche gravi.

Sono 10 i consigli messi a punto dall’agenzia nazionale per l’energia e lo sviluppo tecnologico e partono dalla scelta dell’apparecchio da acquistare che deve essere almeno in classe energetica A, se non superiore.

Sono preferibili inoltre gli apparecchi dotati di tecnologia a inverter, in quanto questi adeguano la potenza alla necessità di climatizzazione dell’ambiente, per cui eliminando i cicli di accensione e spegnimento riducono i consumi energetici.

L’Enea suggerisce anche di approfittare degli incentivi riservati a chi acquista una pompa di calore destinata a sostituire il vecchio impianto. Per tale acquisto infatti si può usufruire, a scelta, della detrazione Irpef del 65% per efficientamento energetico, in vigore fino al 31 dicembre 2016, oppure del Conto Termico, che prevede l’erogazione di un contributo per alcuni di questi interventi. Le due agevolazioni non sono però cumulabili.

La posizione migliore in cui collocare il climatizzatore è la parte alta della parete, in quanto l’aria fresca tende a scendere, mentre quella calda tende a salire e a mescolarsi con questa.

Bisogna invece assolutamente evitare di mettere l’apparecchio dietro una tenda o un divano, con l’intento di mascherarlo, perché tali arredi creerebbero un effetto barriera che bloccherebbe la diffusione dell’aria nella stanza. Per lo stesso motivo non deve essere messo troppo attaccato alla parete.

Fare attenzione anche che la posizione scelta non sia esposta direttamente al sole, ma sia piuttosto in ombra. Nel primo caso infatti i consumi energetici possono lievitare anche del 5%.

Per rinfrescare la casa, ogni stanza deve avere il suo condizionatore. E’ sbagliato mettere un apparecchio nel corridoio sperando che in questo modo rinfreschi tutta la casa. Si otterrebbe invece il risultato di raffrescare unicamente il corridoio e di prendere un colpo d’aria ogni qual volta si passa da una stanza calda a questo.

Enea sconsiglia anche di lasciare aperte porte e finestre, per evitare di far entrare aria calda in casa e far uscire quella fresca.

Un altro consiglio molto interessante è quello di coibentare i tubi del circuito refrigerante posti all’esterno dell’abitazione.

Infatti, è molto importante assicurarsi che la parte esterna dell’impianto non sia esposta direttamente al sole o alle intemperie.

Utilizzare il timer e la funzione “notte” è ancora un accorgimento utile per evitare sprechi energetici.

Porre molta attenzione anche alla pulizia e alla manutenzione delle unità interna ed esterna. Infatti i filtri e la ventola degli apparecchi vanno puliti alla prima accensione annuale e ispezionati almeno ogni due settimane, perché è proprio lì che si annidano muffe e batteri pericolosi per la salute.

Oltretutto, tenere i filtri puliti consente anche di raffrescare a una temperatura meno bassa e quindi di ridurre i consumi di energia.

Da ricordare anche di controllare periodicamente il corretto funzionamento del circuito del gas e che l’acqua della condensa sia evacuata correttamente.

Oltre ai consigli dispensati dall’Enea ci sono altre buone pratiche da tenere nell’uso dell’aria condizionata, che non vanno mai dimenticate.

Una di queste è quella di non tenere acceso l’apparecchio in maniera indiscriminata anche nelle ore meno calde, lasciandolo in funzione quasi per abitudine fino a sera. Allo stesso modo è da evitare di tenere accesi i climatizzatori nelle stanze in cui non sono presenti persone.

Un modo per rendere più efficiente il funzionamento dell’apparecchio è anche quello di evitare che entri troppa aria calda dall’esterno. A questo scopo possono essere utili le tende da sole alle finestre o anche tenere chiuse le tapparelle.

Per alleviare il calore senza raffreddare l’ambiente si può scegliere di accendere l’apparecchio in modalità deumidificatore, anche se non tutti i modelli sono dotati di questa funzione.

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

denis arnaboldi

Nel corso dell’estate sono frequenti gli sgraditi attacchi delle zanzare, di giorno, ma soprattutto di notte. Infatti, le alte temperature e l’umidità creano proprio l’ambiente ideale per la proliferazione di questi insetti. In pratica, in estate le condizioni ambientali presenti nelle abitazioni possono ricreare proprio quel microclima ideale per la diffusione delle zanzare.

Le zanzare sono fastidiose sia a causa del loro ronzio sia per le loro punture che possono trasmettere pericolose malattie.Gli insetti colpiscono all’improvviso e quando ce ne accorgiamo ormai è troppo tardi.

Nel nostro Paese sono soprattutto tre le specie di zanzare più diffuse:
– la Culex pipiens è presente soprattutto nei centri urbani e di notte
– l’Aedes caspius è frequente soprattutto nelle zone costiere e pianeggianti
– la Aedes albopictus, o zanzare tigre, è particolarmente presente nelle zone urbane del centro nord.

A livello cittadino ci sono stati anche dei comuni, come Milano, che si sono attrezzati addirittura con rifugi per pipistrelli per combatterne la presenza.

Ma vediamo invece come combatterle in casa.

Per prima cosa però impariamo a prevenire il problema, evitando di utilizzare in questo periodo creme e profumi dagli aromi dolci e fruttati, che attirano particolarmente gli insetti. Sono da preferire quindi detergenti e deodoranti neutri.

Un altro rimedio potrebbe essere quello di mangiare alimenti come aglio e peperoncino in modo da produrre un sudore che risulti sgradevole agli insetti. Ma, onestamente, in questo caso potrebbe risultare sgradevole anche agli umani!

Oltre ai noti rimedi chimici come spray e zampirone, si possono però mettere in atto sistemi di difesa ecologici e del tutto naturali. Infatti, utilizzare insetticidi in genere e polveri i cui residui rimangono poi in giro per casa è altamente inquinante, negativo per la salute e molto pericoloso se ci sono bambini o animali domestici. Quindi, usateli solo se strettamente necessario e prima di farvi ricorso cercate di risolvere il problema con qualche soluzione completamente naturale.

La prima soluzione efficace è quella di installare su tutti gli infissi una zanzariera, in modo da poter tenere i serramenti aperti senza il pericolo che gli insetti possano entrare in casa.
Ormai si trovano in commercio zanzariere di tutte le dimensioni e di ogni prezzo. Basta scegliere quella preferita e fornire al negoziante le misure precise del proprio serramento in modo che vadano a combaciare perfettamente.

Evitate i ristagni d’acqua nei sottovasi, altrimenti il vostro balcone rischia di diventare un ottimo luogo dove gli insetti possono deporre le uova. Infatti, le femmine hanno bisogno proprio di ambienti umidi per la loro riproduzione in quanto depongono le uova in acqua. A tal fine è utile inserire nel sottovaso una monetina di rame. Se avete un giardino, evitate la formazione di buche o fosse dove proprio è facile la formazione di ristagni d’acqua.

Molte sostanze naturali sono utili per tenere lontane le zanzare. Ve ne faccio un piccolo elenco:
– un piattino con mezza cipolla e qualche chiodo di garofano
– una ciotola di aceto con qualche fetta di limone
– spicchi d’aglio da distribuire in qualche angolo di casa (ottimi anche come antiparassiti per le piante)
– sacchetti di lavanda da posizionare in prossimità dei letti o delle finestre
– piante come citronella, cedrina, catambra, gerani, basilico, lavanda, menta.

Queste ultime piante producono sostanze volatili, oli essenziali che per l’uomo risultano gradevoli profumazioni ma per le zanzare sono estremamente repellenti. Non a caso lacitronella, ad esempio, viene usata per fabbricare candele e creme anti zanzara.

Ecco invece come realizzare una semplice trappola fai da te: prendete una bottiglia di plastica e tagliatela a metà. Fate riscaldare dell’acqua e scioglietevi un po’ di zucchero, quindi, quando si sarà raffreddata, versatela nella prima metà della bottiglia. Versate poi del lievito di birra, in modo da sviluppare anidride carbonica, attrattiva per le zanzare. Ponete sulla bottiglia l’altra metà capovolta, come se fosse un imbuto, e disponete il tutto in un angolo buio della casa. Questo dispositivo fungerà da trappola per le zanzare, attirandole verso di sé e uccidendole.

In alternativa ai rimedi naturali, potete utilizzare i classici elettro-emanatori, che emettono sostanze repellenti e funzionano anche con le finestre aperte. Ne esistono anche con una funzione timer, in modo da poterne programmare accensione e spegnimento.

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

denis arnaboldi

Istituite a partire dal 1982 dal governo italiano per favorire l’acquisto di immobili ad uso abitativo, le agevolazioni sulla prima casa sono un utile strumento di risparmio a disposizione dell’acquirente. Ma chi ne ha effettivamente diritto? Di seguito trovate  le indicazioni complete e aggiornate al 1° GENNAIO 2016.

Chi ha diritto alle agevolazioni “prima casa”

Ecco i requisiti che l’acquirente privato deve avere per avere accedere alle agevolazioni:

    • Al momento del rogito, non deve possedere un altro immobile acquistato con le agevolazioni prima casa su tutto il territorio nazionale. Se invece lo possiede, ha accesso alle agevolazioni purché lo venda entro un anno dalla data dell’atto (novità introdotta dall’art.55 della Legge stabilità 2016). Unica eccezione è quando un comproprietario acquista un’ulteriore quota di proprietà dell’abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa. L’agevolazione spetta se il possesso dell’immobile è pervenuto a titolo gratuito (come avviene in caso di eredità o donazione). L’agevolazione non spetta invece in caso di comproprietà, nuda proprietà, usufrutto, etc. di abitazione acquistata con i benefici prima casa.
    • Non essere proprietario esclusivo (o in comunione con il coniuge) – al momento del rogito – di altra abitazione posta nello stesso comune in cui è situato l’immobile che sta acquistando (fa eccezione il possesso di abitazione nello stesso comune, acquistata con le agevolazioni, che verrà venduta entro un anno dall’atto).
    • Avere la residenza nel comune, oppure dichiarare nell’atto di acquisto di voler stabilire entro 18 mesi la residenza nel comune in cui è situato l’immobile che sta acquistando. Il requisito della residenza nello stesso comune, viene superato se l’acquisto viene effettuato: a) nel comune dove si svolge l’attività; b) nel comune dove ha sede o esercita l’attività l’impresa da cui dipende, in caso di trasferimento all’estero per ragioni di lavoro; c) in qualsiasi comune nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero e che l’immobile sia acquisito come prima casa sul territorio italiano.

Pertanto l’ottenimento delle agevolazioni “prima casa” non è vincolato al fatto che l’immobile acquistato diventi l’abitazione principale dell’acquirente. Può infatti essere acquistata con le agevolazioni “prima casa” anche un’abitazione affittata o da affittarsi dopo l’acquisto.

L’agevolazione prima casa non riguarda le abitazioni classificate di lusso, a prescindere dai requisiti dell’acquirente. Per abitazioni di lusso, che non godono delle agevolazioni prima casa, si intendono gli immobili ad uso abitativo appartenenti alle categorie catastali:

  • A/1 abitazioni di tipo signorile
  • A/8 ville
  • A/9 castelli/palazzi

Il proprietario o comproprietario di un’abitazione può usufruire delle agevolazioni “prima casa” quando sta per acquistarne un’altra?

Occorre distinguere diversi casi.

1) L’agevolazione spetta se la proprietà dell’immobile è pervenuta a titolo gratuito (come avviene in caso di eredità), ad eccezione del caso al punto 2)b di seguito descritto.

2) Non spetta invece se l’acquirente è:

a) già proprietario o comproprietario di un immobile, o anche di una porzione di immobile acquistato in tutto il territorio nazionale con l’agevolazione “prima casa”;

b) già proprietario esclusivo o in comunione con il coniuge di abitazione nel medesimo comune.

Unica eccezione la troviamo quando il comproprietario di una porzione di immobile, acquistato con l’agevolazione “prima casa”, incrementa la sua quota acquistando un’ulteriore quota dello stesso immobile: ad esempio, se un comproprietario al 50% acquista l’ulteriore 50% della casa.
Solo in questo caso è possibile usufruire dell’aliquota ridotta.

La decadenza delle agevolazioni prima casa

Ricapitolando, la perdita delle agevolazioni prima casa avviene nei casi in cui il beneficiario:

  • ha dichiarato il falso
  • non ha la residenza nel comune della prima casa entro i 18 mesi previsti
  • vende o dona l’immobile prima dei 5 anni dall’acquisto e non riacquista un’altra prima casa entro un anno.
    Comunque, chi vende casa prima dei 5 anni può evitare le sanzioni, presentando un’istanza all’Agenzia delle Entrate.

Clicca qui e reinventa il tuo spazio con un professionista Locaserve!

Pagine

Abbonamento a Feed RSS - blog