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denis arnaboldi

In questo periodo si percepisce un sensibile aumento delle temperature, sia all’esterno che all’interno delle nostre case. Questo porta inesorabilmente ad avere una temperatura poco gradevole in alcune abitazioni, soprattutto in quelle di vecchia costruzione, che non hanno mai subito degli interventi atti a minimizzare lo scambio di calore con l’esterno.

La tua casa rischia di diventare un luogo caldo e afoso e vorresti migliorare questa situazione?

Per fare in modo che l’edificio si mantenga fresco d’estate e non diventi troppo freddo in inverno, si può ricorrere alla tecnica della coibentazione dell’appartamento tramite l’isolamento con insufflaggio delle pareti interne, che contribuisce a minimizzare lo scambio di calore con l’ambiente esterno.

Isolare i cassonetti delle tapparelle per migliorare l’efficienza energetica

Non esiste, però, solo questa tecnica, che è senza dubbio fondamentale per garantire l’efficientamento energetico.

Un punto critico della casa è rappresentato dai cassonetti degli avvolgibili, che molto spesso non vengono isolati in quanto non ritenuti importanti. L’errore è grave, in quanto lo spazio vuoto che si trova all’interno del cassonetto, comporta la presenza di una zona sottoposta a scambi continui di calore con l’ambiente esterno. Inoltre la superficie occupata dal cassonetto non è mai di poco conto e ciò può contribuire alla formazione di un deficit termico importante.

Coibentare i cassonetti diventa un’operazione necessaria soprattutto se pensiamo al fatto che vengono realizzati con materiali che non garantiscono un adeguato standard di isolamento termico, come il legno o l’alluminio. Inoltre la loro presenza può generare spifferi e correnti d’aria.

Ecco perché si rende necessaria la riqualificazione energetica con la coibentazione dei cassonetti vecchi e con l’eventuale sostituzione degli stessi con nuovi modelli già coibentati.

I vantaggi di possedere dei cassonetti coibentati non sono di poco conto, in quanto si riesce ad ottenere in breve tempo una perdita energetica inferiore al 70%, l’eliminazione di correnti d’aria ed un notevole innalzamento del confort abitativo e acustico (in quanto si riducono al minimo anche le emissioni sonore esterne).

L’efficientamento energetico di una casa comincia dalle pareti e dal tetto, che grazie alla tecnica dell’insufflaggio può trovare un sistema economico, ma di alta efficienza al problema; ma dovrebbe essere completato e supportato anche dall’isolamento dei cassonetti …la ciliegina sulla torta!

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denis arnaboldi

Le lavagne sono uno dei modi più romantici per lasciare messaggi a coinquilini e ospiti: con gessi colorati e tanta fantasia possono rendere un angolo della casa originale e pronto a cambiare in base al vostro umore! Ma come fare a trasformare una parete o un mobile in una lavagna? Ti servono solo pochi ingredienti:

  • 3 cucchiaini di colore acrilico all'acqua della variante cromatica che preferisci
  • mezzo cucchiaino di polvere di stucco per le fughe non granuloso
  • 1 cucchiaino e mezzo di vetrificante all’acqua

Mescolate il tutto e avrete pronta la vostra pittura lavagna.

Applicare la vernice con un pennello regolare e consentire ad ogni mano di vernice si asciughi completamente, prima di applicare il successivo.
Dopo ogni mano di vernice, delicatamente carteggiarla con la carta vetrata con grana 400 o superiore e rimuovere la polvere. Ciò contribuirà a mantenere la vostra superficie dipinta bella e liscia.

La vostra lavagna è pronta! 
Usate diversi gessetti colorati per renderla unica e lasciare messaggi o appunti.

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denis arnaboldi

Con l'arrivo della bella stagione e la possibilità di mangiare all'aperto, torna la voglia del barbecue o grigliata, per dirlo all'italiana. Per fare una perfetta grigliata bisogna seguire alla regola i consigli dell'esperto e, in questo caso vediamo 10 buone regole per una grigliata "buona e sana".

1. Privilegiare la carne bianca. "La carne rossa è più dannosa per la salute di quella bianca per via della sua caratteristica composizione anche di acidi grassi". A spiegarlo è stato il prof. Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Università di Milano. Quindi, largo a pollo, agnello, maiale, tacchino e tanta tante verdure.

2. Fiamma bassa e braci lontane. Il cibo non va messo mai a contatto con la brace e il fuoco stesso andrebbe tenuto basso per non far carbonizzare le carni.

3. Contorni sani. Sempre secondo il prof. La Vecchia: "Il contorno ideale per accompagnare alimenti grigliati è rappresentato da una porzione di crucifere (cavolfiore, cavolo cappuccio, broccoli, crescione, rucola, ravanelli) o altre verdure cotte a vapore e condite con olio extravergine d’oliva crudo". Questi ortaggi, contengono sostanze capaci di combattere gli effetti dannosi della carne alla brace.

4. Marinare le carni prima della cottura. Una buona marinatura in olio, aceto, succo di limone e spezie diminuisce la possibilità di formazione di scorie dannose. In alternativa alla marinatura, la carne può essere messa a bagno per circa mezz'ora in una emulsione di birra, meglio se scura.

5. Il fumo fa male. Il fumo emesso dalla combustione della brace, venendo a contatto con la carne accentua i rischi; cercare di mantenere sempre una brace viva senza fumi.

6. Pane, verdure, tofu: avanti tutti “Grigliata” non vuol dire solo carne: piatti gustosi grazie a questo metodo di cottura ce ne sono a decine anche per i vegetariani. Qualunque sia l’alimento, bisogna comunque evitare che si carbonizzi, che liberi gocce di grasso sulla brace, che venga avvolto dal fumo, che sia lasciato a cuocere troppo a lungo. L’imperativo categorico deve essere: temperatura non troppo elevata e permanenza sul fuoco più breve possibile. Le parti eventualmente bruciacchiate dovrebbero essere eliminate, raschiando con un coltello.

7. Da non dimenticare: la precottura Prima di mettere la carne sulla griglia è opportuno privarla di tutto il grasso visibile o, nel caso del pollame, della pelle e poi cuocerla per qualche minuto in forno o in un tegame antiaderente. L’accorgimento consente di lasciarla per poco tempo sulla griglia, limitando l’esposizione a un nocivo eccesso di calore. «L’alta temperatura aumenta la possibilità che alcune zone si carbonizzino e, di conseguenza, aumenti la concentrazione di sostanze tossiche» spiega il professor Carlo La Vecchia.

8. Occhio a gocce di grasso e succhi Mantenere una distanza di sicurezza tra carne e brace serve anche a evitare che eventuali gocce di grasso finiscano sul fuoco, contribuendo alla produzione di fumi tossici. Per evitare che dalla carne escano succhi che potrebbero aumentare il fumo, per girare bistecche, salsicce, cosciotti conviene usare una paletta o le apposite pinze, che non bucherellano.

9. Occhio alla quantità (della carne) Per quanto riguarda la quantità della carne non bisogna eccedere, ma questo vale anche per gli altri tipi di cottura. Al riguardo, nel 2007 il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro ha suggerito di non consumare più di 500 grammi di carne la settimana. «In quanto alla cottura, quella alla griglia è da scegliere solo occasionalmente» raccomanda l’epidemiologo Carlo La Vecchia.

10. In ogni caso, secondo l'esperto è meglio ridurre al minimo le grigliate durante l'anno o farne di più ma seguendo sempre i consigli.

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denis arnaboldi

Al giorno d’oggi forte è la tendenza a personalizzare qualsiasi cosa, soprattutto all’interno della propria casa, e così vi è anche chi decide di optare per la posa di pavimenti strani(anche molto!) nella propria abitazione.

L’obiettivo di una tale scelta è sicuramente quello di stupire, rompere la monotonia conpavimenti particolari che colpiscano l’occhio. Le soluzioni sono davvero innumerevoli poiché infinite sono le idee che scaturiscono dalla creatività dei designer o dalla fantasia dei proprietari di casa. La varietà di soluzioni proposte e di materiali utilizzabili oggi permette infatti di sbizzarrirsi nella posa di pavimenti sempre più strani!

Il gres porcellanato è uno dei materiali più in voga negli ultimi tempi e che si presta abbastanza alla creazione di pavimenti particolari. Ad esempio molto diffuso oggi è il gres stonalizzato, caratterizzato da piastrelle il cui tono di colore varia da una all’altra. L’effetto finale è molto interessante e permette la creazione di giochi di luce nella stanza.

Un altro materiale che ben si presta alla creazione di pavimenti strani è il parquet, che oggi può anche non essere più semplice e lineare ma può essere rivisitato nelle forme, nelle fantasie e anche nei colori. Ecco allora che nascono pavimenti particolari con disegni incastonati nel legno.

Oppure il parquet con i listoni di legno colorati che danno vita a composizioni allegre che traggono ispirazione dalla cultura pop e dell’arte astratta.

 

Non esistono, però, pavimenti più strani di quelli realizzati in resina! L’utilizzo di questo materiale per i pavimenti sta crescendo notevolmente anche perché offre possibilità pressoché infinite. Si tratta di un materiale innovativo e con caratteristiche di grande adattabilità.

Le più utilizzate in ambito residenziale sono le resine epossidiche e quelle cementizie. Le resine cementizie presentano un aspetto simile al cemento e si caratterizzano per la loro maggiore resistenza alle abrasioni. Le resine epossidiche sono invece caratterizzate da un aspetto plastico, spesso lucido e si propongono con una grande scelta di colori e fogge. 

 

Cosa ne pensate di questi pavimenti strani? Ne scegliereste mai uno per casa vostra? 

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denis arnaboldi

Per illuminare una stanza in modo creativo e unico, cosa c’è di meglio delle lampade fai da te? Basta un po’ di manualità, l’idea giusta, il progetto vincente e il gioco è fatto. Strumenti di illuminazione, ma sempre più veri protagonisti dell’arredamento, oggetti di design che danno un senso, definendone proporzioni e accenti, allo stile di un ambiente: le lampade sono elementi da non sottovalutare. Se l’obiettivo è risparmiare o distinguersi dalla massa, confezionando una lampada fai da te davvero esclusiva, ecco tante idee originali perfette allo scopo.

Lampadine, lampadine, lampadine

Le lampadine, vecchie o nuove, inutilizzabili o funzionanti, possono diventare le protagoniste principali di un progetto di illuminazione davvero particolare, di diverse declinazioni e versioni di lampada e di lampadario.

La versione da tavolo. Per comporre la lampada di lampadine, basta procurarsi un po’ di fil di ferro, una decina di lampadine usate e una, leggermente più grande delle altre, nuova e funzionante, completa di portalampada collegato alla corrente elettrica, con filo e interruttore. A questo punto si può comporre la struttura portante, creando un cerchio con il fil di ferro, a cui vanno incollate per la virola, una di fianco all’altra, tutte le lampadine.

Completata la struttura principale, si può inserire al centro, legandola con il fil di ferro, la lampadina funzionante e la lampada da appoggiare al tavolo è pronta.
Il lampadario in barattolo prevede l’utilizzo di tre vasetti di vetro (come quelli delle marmellate), tre lampadine con filo e portalampade. Basta praticare un foro nel coperchio del vasetto, sufficiente per inserire la lampadina, appendere il tutto al soffitto, a diverse altezze e il lampadario è pronto. 

Fai da te eco chic

Si può realizzare una lampada fai da te eco-sostenibile, utilizzando materiali di riciclo, come la plastica o la carta, per esempio. Assemblando i bicchierini di plastica bianca o i pirottini di carta, che si utilizzano per cuocere pasticcini e dolcetti, fino a formare una sfera, per esempio, si può ottenere un lampadario dall’effetto scenografico garantito. 

Basta incollare tra loro tutti i componenti, fino a ottenere la forma desiderata, lasciando lo spazio per inserire il portalampade completo di lampadina da appendere al soffitto.

Vecchi pezzi di carta di riso, carta velina o cartine geografiche possono prendere nuovamente vita, se assemblate intorno a una struttura si fil di ferro, all’interno della quale si inserisce il portalampada, completo di base per tavoli e tavolini. Il fil di ferro può essere modellato fino a diventare un parallelepipedo, un trapezio o una forma astratta a piacere: si incollano i ritagli di carta fino a coprirne tutti i lati, lasciandone uno libero in cui si posiziona la base e il portalampade con la lampadina.

Stoffa, tricot, crochet


Per le amanti dei ferri, dei lavori a maglia o all’uncinetto, la lampada più originale incorpora anche questa passione. Basta ricoprire la luce con un “cappello” lavorato a dovere, tricot o crochet, e l’effetto sorpresa è garantito.

In alternativa, si può optare per un progetto meno impegnativo, per cui basta un portalampade con lampadina e un pezzo di pannolenci del colore preferito. Si realizza una spirale, ritagliando a dovere il tessuto, si fissa la base al porta lampade e il resto si affida alle onde create naturalmente dal feltro.

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denis arnaboldi

Ci sono così tante e diverse tecniche per imbiancare casa che non dovrete mai più accontentarvi di una sola parete colorata!
Usando una combinazione di pittura e smalti si può creare una gamma di diverse texture.
Ecco alcune idee su come si può dipingere le pareti e gli strumenti base di cui puoi avere bisogno.

Ecco i vari effetti che puoi ricreare in modo semplice!
Tessuto: Per creare questo effetto si deve solamente trascinare un pennello asciutto su della vernice fresca. Si possono anche usare più colori per avere un'effetto ancora più particolare!
Dai una mano di colore a tua scelta, lascia asciugare e ricoprilo con un'altro colore. Mentre questo è ancora umido trascina un pennello asciutto su di esso. Avrai creato delle scalanature che lasciano intravedere il colore di fondo.
Lo stesso procedimento lo potrai ricreare con delle spazzole o pettinini d'acciaio, creando una trama con effetto tessitura.

Frottage: Ti serve solo un panno di cotone!
Per creare questo effetto spugnato ci sono 2 modi:
- arriccia il panno di cotone e immergilo nelle vernice. Tampona sulla parete;
- immergi il panno nella vernice, arrotolalo e fallo scorrere sulla parete.
Con poche e semplici mosse avrai una texture unica!

Decorativi: Con questa tecnica potrai, ancor di più, dare libero sfogo alla tua creatività!
Procurati solamente un nastro da pittore. Crea strisce, forme e stancil da applicare al muro. Dopo averle realizzate dipingi il tutto, lascia asciugare e infine rimuovi il nastro che avevi applicato!

Non solo su pareti interne. Usa queste tecniche su soffitti, oggetti o pareti esterne. Renderai la tua casa ancora più unica!
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denis arnaboldi

L'orto in cucina tra moda, innovazione e design. Un tema trattato in anteprima al Salone del mobile di Milano dove il ''Kitchen Garden'' è sempre più di moda.
L'ambiente in cucina diventa più funzionale e soprattutto più verde. Professionisti del settore reinventano spazi e accessori dedicandoli al verde e alla coltivazione di piccoli orti. Da piccoli accorgimenti a vere e proprie rivoluzioni dove cassetti, vani, dispense diventano splendide scenografie e oggetti di design.

I giardini verticali sono una nuova soluzione naturale nel design del verde. Adatti sia per interni che per esterni, vengono utilizzati come scenografici oggetti di design, per arredare balconi o addirittura per coprire intere pareti o palazzi. La loro realizzazione non è semplicissima ma ci sono molti modi per crearli in maniera del tutto semplice soprattutto se decidiamo di utilizzare il giardino verticale in cucina, come piccolo orto le cui piante possono essere utili tutti i giorni e la cui manutenzione non richiede molti sforzi.
La costruzione di un giardino verticale è molto più semplice di quello che si crede: esistono infatti diversi metodi fai da te per realizzare uno dei tanti tipi di giardino verticale.
Diventa complicato invece se si pensa di riempire da soli un’immensa parete verde in casa, qualcosa di più ridotto è certamente possibile crearlo con alcuni semplici trucchi e consigli, riciclando alcuni insospettabili materiali per la base del nostro giardino verticale. Pallet, bottiglie di plastica vuote, vecchie grondaie, reti di fil di ferro e così via sono materiali di recupero eccezionali per realizzare un giardino verticale degno di nota.

Vi sono molte specie di giardini verticali, esiste tuttavia una regola valida per tutte: dopo aver messo a dimora le piante, bisognerà attendere almeno 1-2 settimane prima del posizionamento in verticale della struttura, in modo che le piante scelte per il giardino verticale abbiano messo radici stabili e solide.

Ecco come fare!
Iniziamo da un vecchio pallet, ottimo supporto per un giardino verticale da interno o da esterno di grande impatto. Dopo aver chiuso il retro e il sotto del pallet con una tela traspirante per impedire al terriccio di uscire, riempite lo spazio così creato di terra, sistemate le varie piantine nello spazio tra un’asse e l’altra. Attendete una o due settimane e posizionate in verticale la struttura.
In alternativa al pallet è sufficiente prendere una scatola di qualunque tipo, riempirla di terriccio e ricoprirla con del tessuto non tessuto o della semplice stoffa; fatto questo passaggio si dovrà fissare la rete metallica sopra la stoffa in modo che anche in verticale la terra sia trattenuta. In corrispondenza dei fori della rete potrete mettere a dimora le piante, tagliando appena la stoffa. Sarà sufficiente fissare a una parete delle vecchie grondaie e utilizzarle come fioriere.
Scegliendo piante dallo sviluppo pendente, poi, con un po’ di pazienza, potremo far crescere una vera cascata di verde. Le bottiglie di plastica appese al soffitto, l’una sotto l’altra, possono svolgere la stessa funzione delle grondaia-fioriera, una volta bucate e riempite di terriccio.

A completare questa stupenda rivoluzione in cucina è la ridotta manutenzione che non richiede molti sforzi.
Delle vere e proprie idee salvaspazio!

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Federico Bianchi Falchi

Sicuramente non si può negare che i pavimenti in cemento risultino un po' freddi. Ma questo non vuole assolutamente dire che non siano meno invitanti.

Infatti, molti pavimenti di cemento nascondono dei sistemi di riscaldamento che permettono di mantenere gli ambienti freschi d'estate e caldi d'inverno. Inoltre, non sono necessariamente noiosi e grigi, ma possono essere anche molto colorati e divertenti. Nelle nostre guide troverete tutti i pro ed i contro per la realizzazione dei pavimenti, gli aspetti tecnici da affrontare in fase di installazione, i vari tipi di design e, naturalmente, gli aspetti legati ai costi.

Per la scelta del professionista ideale, invece, nessun problema: ci siamo qui noi di Locaserve!

Ecco come fare la tua richiesta per trovare i migliori professionisti nella posa di pavimenti: clicca qui!

Lorenzo Giorgetti

E' arrivato Aprile e bisogna pensare ai lavori di manutenzione di piante e giardini, in vista della bella stagione. Ecco alcuni consigli per le vostre piante, sia in giardino (per chi ce l'ha) che in casa.

Vediamo cosa fare per frutteti, bonsai, giardini, piante da appartamento, bulbi e rose.

FRUTTETO
Per eliminare le fonti di parassiti ed agenti patogeni è bene pulire accuratamente il terreno asportando foglie secche, erbacce e sterpaglie; esaminare i ramied i tagli di potature per rimuovere le parti secche.

BONSAI
Vanno collocati all'esterno ed esposti al sole non troppo intenso. Le irrigazioni devono essere intensificate, ma senza eccedere. Si potano le chiome di alcune specie e si ''pinzano'' i germogli per indirizzare la crescita della pianta.

GIARDINO
Con bustine di semi sispargono direttamente sulle aiuole Calendula, Fiordaliso, Papavero selvatico e rampicanti come il Pisello odoroso, Convolvolo ed Ipomea. Si riportano all'aperto le piante in vaso ricoverate per l'inverno.

IN APPARTAMENTO
Per stimolare la formazione di nuovi germogli e rami: 1-2 misurini di concime liquido ogni litro d'acqua per Ficus, Croton e Dracene.

BULBI
Si mettono a dimora specie bulbose a fioritura estiva come calla, peonia, gladiolo, fresia, giglio, dalia, begonia, ranuncolo, amarillide e anemone coronaria

ROSE
Periodo critico per gli attacchi dei parassiti (cocciniglia, e afidi sono i più frequenti)o dell'insorgenza di malattie fungine c ome la ticchiolatura. E' necessario trattare preventivamente gli arbusti con prodotti antifugini sistemici ed insetticidi ad ampio spettro.

 

 

 

 

Federico Bianchi Falchi

Rivalutato dopo essere stato a lungo trascurato, oggi recupera spazi, stile e funzionalità. Ecco come trasformarlo nel biglietto da visita della vostra casa. Dopo essere stato bandito per anni dal moderno schema progettuale dell'open space, a favore di una più razionale distribuzione degli spazi, l'ingresso si riappropria finalmente della sua identità per tornare a essere funzionale locale di sempre, visivamente separato dagli ambienti con cui comunica.

Ti accoglie e, al primo sguardo, ''parla'' subito di te e svela il carattere della tua casa, anticipandone stile e personalità: ecco perchè, se c'è un locale che deve rappresentarti in pieno, questo è proprio l'ingresso. E' un po' come se, una volta varcata la soglia, il locale presentassse il biglietto da visita della casa...si può restarne affascinati e incuriositi di vedere il resto, oppure delusi e per niente coinvolti, o semplicemente a proprio agio.

Strettamente connesso al passaggio tra l'esterno e l'interno, e viceversa, questo locale deve poter garantire una duplice e contrapposta funzione: una rapida, pratica e razionale uscita e un comodo, accogliente e rilassante ingresso in casa (anche per gli ospiti). Due obiettivi che si raggiungono progettando spazi e arredi personalizzati e finalizzati alle proprie esigenze abitudini.

Non sempre chi suona alla porta è un ospite atteso o con cui si ha una confidenza tale da volere o potere condividere ciò che sta accadendo nel resto della casa: questo è uno dei motivi che hanno riportato alla luce l'esigenza di rivalutare l'ingresso come spazio ''isolato'' con funzione di filtro.

 

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