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Federico Bianchi Falchi

Una corretta coibentazione permette non solo di ridurre le spese di riscaldamento, ma anche di migliorare il comfort abitativo. L'applicazione di materiale isolante fa aumentare di 2-4 °C la temperatura del lato interno della parete, con un effetto positivo sul clima interno dell'abitazione.
Tuttavia si rammenti che la coibentazione interna di un edificio è meno efficace di quella esterna e andrebbe adottata solo laddove non sia possibile intervenire sugli esterni.

La non corretta coibentazione o cura della struttura esterna degli edifici spesso porta al formarsi di muffa dovuta alla continua presenza di acqua sulle superfici, l'acqua o umidità che si forma è dovuta ai ponti termici tra esterno ed interno che determinano le condizioni del punto di rugiada.

Federico Bianchi Falchi

Nel lavoro di tinteggiatura, scegliere il colore e’ una delle cose fondamentali che a lavoro ultimato sara’ un importante elemento caratterizzante dei locali, insieme ai mobili, ai quadri, ai tendaggi ed all’illuminazione.

A seconda infatti delle scelte, si potranno ottenere risultati diversi, dal locale freddo e formale a quello caldo e accogliente a quello stravagante o trasgressivo e tutto solo grazie agli accostamenti cromatici ed ai tocchi personalizzati. Il lavoro di tinteggiatura e’ un’attivita’ che puo’ essere svolta anche dagli amanti del fai da te anche se la scelta dei colori richiede una certa dose di professionalita’.

I vari colori possono avere una loro temperatura e un certo dinamismo. Questi principi sono ormai un patrimonio acquisito in campo artistico, ma sembra che abbiano anche fondamenti scientifici comprovati.

In una piccola ed angusta stanzetta un colore ‘caldo’ (rosso e suoi derivati) la rendera’ piu’ accogliente e intima. Ad una stanza buia il verde,il verde e i loro derivati possono attribuire un’atmosfera rilassante fresca e tranquilla.

La buona conoscenza delle caratteristiche dei colori permette di utilizzarli in maniera adeguata operando correzioni ottiche a situazioni non ottimali degli ambienti. Concetti come quelli che seguono possono utilmente aiutare:

• i colori chiari allontanano, quelli scuri avvicinano

• per allargare un corridoio e’ preferibile usare colori chiari sia per le pareti che per il soffitto,

• per alzare un soffitto troppo basso si possono scegliere tonalita’ piu’ scure per le pareti che per il plafone

Anche se la gamma di colori disponibili è assai ampia, sarebbe preferibile orientarsi su colori abbastanza tenui, i cosiddetti colori pastello, per non trovarsi dopo pochi mesi ad essere gia’ stufi dei colori scelti.

Il ricorso al tintometro, che è un’apparecchiatura che serve per preparare i colori nella tonalita’ prescelta ed in quantita’ desiderate in base a determinati processi codificati, oltre ad essere utile e di semplice impiego, consente di conservare i dati al fine di poter riprodurre anche a distanza di tempo l’esatta tonalita’ per procedere ad eventuali ritocchi che dovessero rendersi necessari.

Come detto piu’ sopra, pareti e soffitto a colori scuri rendono meno dispersivo un ambiente eccessivamente ampio. Al contrario con pareti e plafone chiari si ottiene l’effetto di ampliare un locale piuttosto angusto.

Per dare la sensazione di un soffitto meno alto, tipico delle case di una volta, si tinteggera’ il soffitto con un colore piu’ scuro di quello delle pareti, oppure si creera’ uno stacco scendendo col colore del plafone anche per un tratto di pareti per circa 20-25 cm.

Per dare la sensazione di allungare una stanza si puo’ dipimngere in colore scuro la parete di fronte.

Per diminuire l’irregolarita’ di una stanza conviene tinteggiare tutte le pareti ed il soffitto nello stesso colore, preferibilmente bianco o comunque chiaro.

 

 

Federico Bianchi Falchi

Cortexa, il Consorzio per la cultura del Sistema a Cappotto, ha redatto e pubblicato un approfondito studio, sviluppato attraverso una serie di simulazioni analitiche, dedicato all’analisi e la valutazione degli effetti dell’isolamento termico sul fabbisogno energetico degli edifici e quindi sui consumi per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti abitativi in diverse località europee. Si tratta di un tema particolarmente attuale in seguito all'approvazione del Decreto Legge 63/2013 per le misure energetiche nell’edilizia e la proroga delle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici fino a dicembre 2013.

I risultati dello studio Cortexa I risultati dimostrano che con l’installazione di un efficace isolamento si riducono i consumi di combustibile nel periodo invernale del 90% nelle zone del nord Europa e dell’80% nei climi mediterranei. I test effettuati nel periodo estivo si rivelano altrettanto interessanti e meno attesi dalla pubblica opinione: è stato riscontrato infatti che elevati livelli di isolamento termico permettono nelle stagioni calde di ridurre del 50% il numero di frigorie e quindi dimezzare il consumo elettrico degli impianti di climatizzazione, aumentando inoltre il livello di comfort all’interno degli ambienti abitativi che mantengono una temperatura gradevole inferiore ai 25 °C per un numero di ore annue nettamente superiore rispetto ad edifici non isolati.

Al seguente link trovate tutti dettagli dello studio e maggiori approfondimenti sull'argomento: http://www.construction21.eu/italia/articles/it/il-vantaggio-di-un-buon-isolamento-termico-in-inverno-e-in-estate-per-cortexa.html

Federico Bianchi Falchi

Con l'arrivo dei primi freddi si torna ad accendere caloriferi e caldaie. Ecco allora alcuni consigli su come risparmiare  energia e denaro e ridurre la bolletta fino al 10-15%.

Dal 15 ottobre è di nuovo consentito riaccendere i caloriferi per il riscaldamento domestico e pubblico. Nei mesi invernali è quindi necessario ottimizzare i consumi di energia elettrica e di gas, non solo per la ridurre il costo delle bollette, ma anche per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Ecco allora alcuni piccoli consigli per risparmiare.

1 Termosifoni liberi. Non coprire i termosifoni con tende, mobili od altro. Installare dei pannelli riflettenti sul retro dei caloriferi, così da irradiare il calore verso l'interno della casa. Non  aprire mai le finestre se l'impianto è in funzione, dal momento che il calore se ne andrebbe all'esterno mentre la caldaia continuerebbe a bruciare carburante.

2 Attenzione alla temperatura. La temperatura massima stabilita per legge è di 20°, con due di tolleranza. Per ogni grado in più, la spesa  cresce del 6-7%.

3 Giusta manutenzione. Sfiatare i caloriferi se questi presentano all'accensione degli insoliti rumori causati da bolle d'aria. Da non dimenticare l'annuale manutenzione e pulizia della caldaia per avere piena efficienza e riduzione dei consumi.

4 Giusta temperatura. Installando delle valvole termostatiche su ogni calorifero, si può regolare il consumo di acqua calda. La valvola infatti gestisce l'entrata e la quantità di acqua calda in base alla temperaura scelta, con un  risparmio intorno al 10-15%.

5 Caldaie a condensazione e pompe di calore. Con una caldaia a condensazione si può raggiungere il 35% di risparmio, mentre con l'installazione delle migliori pompe di calore si può arrivare anche al 60%. Meglio ancora se l'acqua calda è prodotta da un impianto solare, con un investimento che viene ripagato in pochi anni.

 

Federico Bianchi Falchi

Tutti abbiamo sognato di costruire una vera casa di legno su un albero da bambini,  per giocare e fantasticare.

Adesso possiamo seguire questa facile guida per realizzare il nostro sogno, vedendo passo passo come rendere questa impresa possibile a chiunque. Tuttavia, se non vi sentite sicuri di affrontare l’impresa da soli, allora potrete comunque sempre chiedere ad un falegname esperto per ottenere un lavoro fatto a regola d’arte ed in tutta sicurezza.

Per costruire la piattaforma si devono usare tavole di pino da 5x15 centimetri. La base della casetta sarà di 2x2 metri. Serviranno otto tavole da 2 metri ciascuna più una che servirà da rinforzo, il totale è quindi di 9 tavole, ossia 18 metri di legname. Scelto l'albero è necessario decidere l'altezza della collocazione della piattaforma; a circa 2 metri e mezzo da terra andrebbe bene. Per usare le viti tirafondi bisogna prima praticare un foro nel legno con il trapano affinché possano penetrarvi senza fatica.

Se vi abbiamo fatto venire veramente voglia di costruire una casa sull'albero, allora date un'occhiata alla nostra guida completa al seguente link: http://www.locaserve.com/guide/come-costruire-una-vera-casa-sullalbero

 

Federico Bianchi Falchi

Rivolgersi ad un installatore per far montare un interruttore differenziale, quello che intendiamo come salvavita, può essere la soluzione più sicura ed efficiente, data l’importanza di questo tipo di lavori. Se hai un minimo di conoscenza nel campo elettrico, puoi fare tu stesso questo lavoro acquisendo esperienza nel campo. Seguendo questa semplice guida, possiamo vedere passo passo la realizzazione dell'impianto.

Assicurarsi di avere a portata di mano: un differenziale da 25A - 0,003° , una pinza da elettricista, un giravite con manico isolante.

1 Se in casa esiste già un quadro elettrico, nello stesso dovrebbe esserci l'interruttore generale e due interruttori magnetotermici che alimentano rispettivamente le lampade e le prese, se non esiste il quadro, bisogna comprarlo e montare dentro i componenti. Bisogna comprare un differenziale (salvavita) da almeno 25 ampere, sensibilità 0,003 ampere; il suo costo non supera i 30 euro.

2 Staccare la corrente dal contatore Enel, smontare la mascherina del quadro; se non c'è posto per inserire il differenziale, si può abolire l'interruttore generale e usare lo stesso differenziale come generale. Collegare i due cavi provenienti dal contatore ai morsetti superiori del differenziale, rispettando il neutro a destra, sul quale c'è la N stampigliata. In un impianto a norma di solito il neutro è di colore blù. Bisogna procurasi 2 spezzoni di filo, non più di 10 centimetri, per portarli ai 2 magnetotermici.

Federico Bianchi Falchi

La stufa in maiolica ha attualmente riacquistato il proprio valore di fondamentale sorgente di calore al centro della casa , dopo che con l’avvento dei combustibili fossili quali gasolio e gas metano sembrava fosse tramontata la sua epoca.
Oggi più che mai invece questo tipo di riscaldamento si dimostra il più economico, sano e con un alto rendimento.

Questa stufa non è soltanto un accumulatore di calore, ma è l’espressione di una filosofia di vita che ha in sé valori come il benessere e la naturalezza. La stufa in ceramica al centro della casa offre i presupposti ideali per realizzare un’atmosfera accogliente e riassume in questo elemento unico cinque caratteristiche importanti:

  1. Un clima ambientale sano e confortevole
  2. Una scelta ecologica
  3. Una scelta estetica assolutamente personale
  4. Risparmio sui costi
  5. Garanzia di un maestro fumista

La stufa in maiolica svolge oggi un ruolo importante nella definizione architettonica dell’abitazione e puo’ adattarsi ad ogni ambiente, rustico o moderno, classico o all’avanguardia.

Come funziona?

Si compone , nel proprio nucleo, da una camera di combustione composta da mattoni refrattari, alla quale sono collegati i giri di fumo anch’ essi formati da materiale refrattario.
Il blocco di refrattario viene riscaldato dalla combustione della legna grazie al fatto che i fumi caldi scorrono attraverso i condotti fumari ed il calore viene ceduto al materiale refrattario; questo accumula il calore, lo trasmette alla maiolica esterna che a sua volta lo irradia nell’ambiente circostante.

Con una combustione che dura circa 45 minuti, e grazie alla sigillatura ermetica della camera di combustione, nella quale si conservano le braci, la stufa in ceramica può riscaldare un locale per oltre 20 ore.

Il calore che viene ceduto dalla stufa in maiolica viene percepito come molto piacevole grazie alla sua elevata percentuale di radiazione.

Il calore irradiato non riscalda solamente l’aria di un ambiente, bensì anche gli oggetti che si trovano in questo ambiente (ad esempio la parete, i mobili, ecc..). Questi oggetti restituiscono il calore all’aria che si trova nell’ambiente stesso.

Oltre a ciò la stufa in ceramica riscalda l’ambiente in maniera uniforme e non produce , come avviene ad esempio nel caso del riscaldamento convettivo, zone con temperature diverse.

Vantaggi ecologici

La stufa in ceramica rappresenta un sistema di riscaldamento ecologico che , se costruito sulla base di determinate regole tecniche ed utilizzando legna come combustibile, raggiunge dei valori di emissione molto bassi. Ogni produzione di energia grava sull’ambiente, bisogna vedere però quale danneggia in modo minore il nostro ambiente. Con una combustione ottimale di legna non aumenta la componente di anidride carbonica presente nell’aria quindi non viene alimentato l’effetto serra, al contrario di quanto avviene nel caso di combustione di gas, gasolio, carbone.

Garanzia di un maestro fumista

Dal rendimento di una stufa in maiolica si riconosce la capacità di un maestro fumista, ma anche la diligenza di chi la usa. Infatti, a parte il calore perso dal tiraggio, non si verificano altre perdite di energia se non per alimentazione non conforme e conseguente cattiva combustione.

La stufa in maiolica non è un prodotto improvvisato: ogni stufa deve essere adeguata tecnicamente, stilisticamente ed economicamente all’ambiente in cui va inserita. Questo è il compito degli esperti, cioè dei maestri fumisti.

Un altro aspetto importante è il calcolo del fabbisogno termico che determina le dimensioni e la costruzione interna della stufa in ceramica. Un maestro fumista progetterà la stufa in modo tale da raggiungere il massimo rendimento col minore impiego di energia. Anche per la creazione estetica ( design, colore, mattonelle) il maestro fumista è la persona più indicata a fornire suggerimenti importanti per ottenere una soluzione soddisfacente.

Ogni stufa in maiolica viene progettata e costruita solamente da un maestro fumista, è quindi importante verificare che l’artigiano scelto sia competente e abilitato a costruire stufe.

Marco Rossi

Applicare la malta è semplice, ma bisogna fare attenzione alle superfici sulle quali deve fare presa, per assicurare la giusta aderenza. Limitandosi a considerare il caso delle piccole riparazioni è importante che esse siano prive di parti parzialmente aderenti.

E' fondamentale seguire questi passi: 1. passare una spazzola metallica e un raschietto per eliminare le parti più delicate e meno aderenti 2. spolverare accuratamente per rimuovere ogni residuo, polvere o terra 3. bagnare le superfici in modo da aiutare la malta a fare presa. A questo punto occorre non applicare, bensì lanciare la malta con rapidi movimenti di cazzuola contro la superficie interessata. Solo in questo modo la malta aderirà alle superfici. Terminata questa fase occorrerà lisciare e correggere le quantità e le superfici con la cazzuola, eliminando gli eccessi. Dopo qualche ora sarà possibile iniziare ad osservare la presa e l'inizio della solidificazione della malta, dipendentemente anche dalle condizioni atmosferiche.

Marco Rossi

Abbiamo visto come la malta può essere utilizzata per riparazioni, vediamo ora più in dettaglio come prepararla nel modo corretto. Innanzitutto è venduta normalmente in sacchi da 25 kg, al costo di pochi euro, oppure in formati più contenuti ad esempio di 5 kg, ma praticamente allo stesso prezzo.

Solitamente i sacchi sono costituiti di due intercapedini, una che contiene la sabbia (l'inerte) e una che contiene cemento e calce (il legante). Per preparare la malta il sacco deve essere svuotato in un contenitore in grado di contenere tutto il materiale e deve essere mescolata in modo che sabbia e legante si distribuiscano uniformemente. A questo punto si aggiunge acqua nelle quantità dichiarate dal produttore (ad esempio 3 litri d'acqua ogni 25 kg di malta) e si mescola per qualche minuto vigorosamente usando una cazzuola o meglio un sistema più efficiente, fino ad ottenere una malta densa e omogenea, quasi cremosa. Si possono allo scopo usare delle apposite fruste da montare sul trapano o una betoniera.

Marco Rossi

Riparare un muro esterno rovinato, o il bordo di una aiuola come nella foto, è una operazione molto semplice che può essere svolta da tutti.
Si può usare qualche chilo di "malta bastarda", che ciascuno può preparare semplicemente. La malta bastarda è composta da un legante (cemento e calce) e da un inerte (sabbia).

La malta viene venduta in sacchi al cui interno i componenti sono divisi in due compartimenti diversi. Occorre miscelare bene i due componenti e poi aggiungere acqua nelle proporzioni indicate sulla confezione. Dopo qualche minuto di impasto la malta è pronta per essere applicata sul supporto, che deve essere stato prima scrostato con una spazzola metallica, spolverato e bagnato per favorire l'adesione della malta.

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