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Lorenzo Giorgetti

Ne sentiamo sempre parlare, ma cos'è un led? Si tratta di un componente elettronico che al passaggio di una corrente minima emette una luce priva di raggi infrarossi ed ultravioletti. La generazione della stessa luce viene ottenuta attraverso semiconduttori e non utilizzando un filamento o gas. Quindi l'illuminazione è più efficiente e ha una maggiore durata e sostenibilità. I led vengono usati nelle città, nelle automobili e nelle case, nel tempo sono destinati a sostituire le lampade ad incandescenza e fluorescenza. Una nromale lampada a led da 40 Watt può essere sostituita da un tubo a led di soli 17 Watt. Inoltre dopo 50mila ore di utilizzo i led mantengono il 70% dell'emissione luminosa. La vita media di una lampadina a filamento è di circa 250 giorni, la vita media di una lampada fluorescente è di 1000 giorni, mentre quella di una lampada a led è di ben 8333 giorni. Essa contiene polvere di silicio, non contiene gas nocivi alla salute e non ha sostanze tossiche, a differenza delle fluorescenti e delle lampade a scarica. Ridotto anche l'inquinamento ambientale in termini di calore. Infatti i led generano quest'ultimo ma lo trattengono al loro interno. L'involucro e in grado di controllare il calore generato e di smaltirlo verso dissipatori esterni. I costi di manutenzione sono praticamte nulli. 

Per saperne di più: www.locaserve.com/guide/perch%C3%A9-usare-i-led-pregi-e-difetti

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L'operazioe di stuccatura inizia distribuendo in un recipiente di acqua pulita lo stucco in polvere. Questa deve essere versata in modo regolare. Prima di effettuare la miscelatura viene fatto riposare per alcuni minuti. Dopo averlo impastato manualmente, può iniziare la vera e prorpia fase di posa dello stuco che viene distribuito con una spatola di acciaio  in maniera regolare seguendo sempre lo stesso verso. Per stuccare degli giunti sulla parete è necessario poi ricoprire la parte stuccata con una nastro adesivo microforato. Ma per saperne di più guardiamo insieme questo video.

 

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Lo sapevi che c'è un metodo per innaffiare le piante da appartamento? Nel periodo che va da marzo a settembre queste piante hanno un grande rigoglio vegetativo. Durante questi mesi è fondamentale innaffiarle in modo corretto visto che hanno solo lo spazio del vaso per cercare l'acqua necessaria. La prima cosa da fare è utilizzare acqua di buona qualità, possibilmente acqua piovana, oppure quella domestica lsciandola riposare in una bacinella per un pò prima di utilizzarla, in modo da far evaporare le tracce di cloro utilizzato per disinfettarla. Poi procediamo innaffiando bene il terreno fino alla fuoriuscita dell'acqua dai fori del sottovaso. Se il terreno è molto asciutto si fa un'altra operazione, lo stesso se si è formato un substrato attorno alle radici, ma guardiamo il video che segue per imparare il metodo corretto.

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Pavimentare uno spazio esterno prevede alcune considerazioni. Innanzitutto dobbiamo pensare di quale spazio esterno si tratta per decidere la consistenza del materiale. Pavimentare un bordo di una piscina è diverso dal pavimentare uno spiazzale, l'entrata di un garage o un giardino. Bisogna tenere in considerazione poi il peso che il materiale deve sostenere.

Nel caso di un terrazzo il carico va calcolato considerando l'arredo, il peso delle persone che calpestano il pavimento e altri pesi occasionali. Il pavimento da terrazzo deve risultare ottimale anche per la protezione della impermealizzazione del solaio, deve essere antiscivolo, antigelo, resistente allo sporco e facilmente lavabile.

I materiali per pavimentare un terrazzo in genere sono caratterizzati dalla ceramica, grès porcellanato o dalla pietra bocciardata ruvida che può essere usata anche per uno spiazzale o il giardino. Per quest'ultimo si potrebbe utilizzare anche il legno, ovvero delle doghe prodotte anche in teak che se ben trattate resistono alle intemperie e non si surriscaldano al sole. Si può optare per pavimenti in pvc, in resina, in cotto o porfido. Per gli spiazzali sono indicati anche il cemento, i Sanpietrini, ghiaiano e brecciolino.

Il pavimento da esterno per antonomasia è quello in pietra naturale, ovvero in ardesia, granito o porfido. Esso viene prodotto solitamente in piastre 40x40 cm con 4 o 5 cm di spessore. Sono ecologici, solidi duraturi e antiscivolo. E sono disponibili in oltre 30 tinte. Le forme vanno dal lastricato al mosaico e al pavé.

Un buon architetto insieme ad un piastrellista potrebbe aiutarti nella scelta.

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fa ancora caldo, ma tra poco meno di un mese l'estate finirà, non sono escluse belle giornate così come belle serate ma il frescolino come ogni inizio autunno si farà sentire. E allora tu che hai un bel giardino perché non viverlo anche durante il resto dell'anno? Come? Installa un camino da esterno e potrai godere del calore del tuo spazio aperto. Iniziamo a dare uno sguardo già adesso, in vista dell'autunno. Un tempo questi oggetti erano disponibili solo per i locali pubblici, bar, ristoranti. Adesso alcune aziende producono camini esterni anche per civili abitazioni. In genere sono a gas ed ecologici.

Alcuni modelli sono realizzati i acciaio, sono chiusi con il vetro e hanno l'accensione manuale. Possono essere monofacciali o bifacciali e hanno al loro interno della finta legna che arde oppure delle pietre.

Altro modello è caratterizzato dal caminetto a parete, costituito da una struttura in acciaio inox con un bruciatore che emana calore senza rilasciare fumi e cattivi odori nell'ambiente. Nello speicifico si tratta di piastre che si posizionano in corrispondensa delle pareti e sono realizzate in modo tale da comporle in vari elementi in base a quanto grande si vuole realizzare il camino.Esistono poi modelli a forma di cubo con il bruciatore ricoperto dal vetro che lo rendono un vero è proprio oggetto di arredamento quando è spento.

Infine ci sono i classici camini con la legna da ardere. Acuni sono costituiti solo da un piatto del diametro di 120 cm che da disporre su delle pietre. Essi sono muniti anche di maniglie, griglia e trepiede. Consulta i nostri esperti in riscaldamenti domestici per un preventivo!

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Un buon isolamento termico, oltre a portare un beneficio nella temperatura ambientale favoriesce un risparmio energetico. Se il costruttore della tua casa non ha provveduto a farlo puoi organizzarti per realizzarlo. La prima cosa da fare e rimuovere qualsiasi residuo dalle pareti come le carte. L'intonaco poi va carteggiato per rendere ruvida la superfice.

Per l'isolamento vero e proprio si utilizzano dei pannelli di polistirolo espanso dello spessore di 5 cm. Essi vanno tagliati con un segaccio e il materiale di risulta può essere utilizzato per fare eventuali riempimenti.

Sui pannelli va applicata una malta in determinati punti. Disponendo il pannello la stessa malta poi si stenderà da sè. Il materiale in eccesso va livellato perfettamente, ma in effetti può essere usato anche il gesso. Prima che cominci la presa, i pannelli vanno anch'essi livellati con un'assicella e le eventuali sporgenze devono essere pressate.

Non ci dimentichiamo che tra un pannello e l'altro ci deve essere una fessura di 5 mm. Una volta messi in opera i pannelli, essi vanno stuccati per indurire la superfice ad essere fuibile per una nuova messa in opera di eventuali rivestimenti. Il cassonetto della tapparella, va allineato al resto dei pannelli.

Ci sono altri tipi di isolamento detti a cappotto interno che utilizzano più materiali, essi sono più complessi ma più efficaci nella funzionalità. Ovviamente ti rimandiamo alla consultazione di un esperto che puoi trovare sul nostro sito.

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Quante volte sarà capitato di dover sostituire la corda della tapparella e quante volte non ci sei riuscito? Adesso vediamo come si fa. Per prima cosa aprire il cassonetto della persiana, rimuovere la cinghia da sostituire staccandola dal rullo a cui è fissata. Con entrambe le mani praticare una torsione sul rullo riavvolgendo la tapparella completamente. Utlizzando un cacciavite bloccare la tapparella alzata. Assicurare una estremità della nuova cinghia al rullo della tapparella, rimuovere il cacciavite e far ricadere la tapparella stessa in modo che la cinghia si arrotoli al rullo. Troppo complicato? E allora guarda questo video e fatti aiutare da un esperto.

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Una siringa, della cera, un preparato all'acido e un dispositivo ad aria compressa: questi sono i materiali di base che servono per liberare i mobili antichi dai tarli. Il compressore in realtà viene usato in laboratorio per ripulire la sedia dalla polvere di legno che hanno generato i parassiti. In mancanza si utilizza in modo certosino la siringa andando a introdurre aria nei fori che si sono creati sul mobile in modo da far fuoriuscire la suddetta polvere. Con la stessa siringa si prelava una quantità di antitarlo che viene iniettata proprio nei fori fino a quando il prodotto liquindo non esce fuori. Ma per capire meglio come fare vediamo questo video con l'intervento di un falegname.

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Il pavimento ha un ruolo importante nel definire il look della casa. Per scegliere quello più adatto ci sono diversi fattori da considerare come il budget e lo stile di vita. Se hai una famiglia numerosa, bambini o animali, è bene scegliere un pavimento resistente, quindi le piatrelle oppure il legno. Al contrario potresti utilizzare della moquette. Se hai una casa non condominiale, ma esposta direttamente sulla strada, usa dei pavimenti in pietra o delle piastrelle per le zone di ingresso, in modo da ottenere una resistenza agli agenti atmosferici. I pavimenti della camere da letto invece devono essere fatti in modo da poterci camminare comodamente a piedi nudi, quelli del bagno e della cucina invece devono essere impermeabili. I pavimenti naturalmente vengono venduti a metro quadro e il prezzo varia anche in base alla qualità. I più costosi sono quelli lavorati come la ceramica e, stranamente, negli ultimi anni si è abbassato il prezzo dei pavimenti in legno. Entriamo nello specifico dei vari tipi di pavimento.

Per saperne di più consulta la nostra guida cliccando qui: http://www.locaserve.com/guide/come-scegliere-il-pavimento-la-casa

 

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Quante volte ti sarà capitato di avere delle perdite nel lavello della cucina? E quante volte queste perdite sono dovute al sifone? Evidentemente in diverse occasioni, dal momento che questi elementi che non sono più realizzati in materiali resistenti spesso subiscono dei danni. Nel video che ti proponiao oggi vedremo proprio come sostituire un sifone alla base del lavello.

Svita le ghiere che lo tengono attaccato, sfila il tubo dallo scarico a muro, riponi in esso la guarnizione se ancora intatta, assembla poi il nuovo sifone iniziando proprio dallo scarico a muro seguendo le istruzioni per la composizione poste sulla sua confezione. Ma per avere una idea più chiara guarda il video e non dimenticare che può aiutarti un bravo idtraulico che puoi cercare tra i nostri servizi.

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