Il pavimento in legno

Il pavimento in legno è una delle più belle finiture superficiali per le nostre abitazioni.

Camminare a piedi nudi su un parquet, possibilmente oliato, è tra le esperienze più naturali e appaganti che un pavimento possa dare.
La varietà di essenze legnose, colori, lavorazioni superficiali rende questa soluzione duttile e adattabile per ogni gusto e soluzione d’arredo.

Cose da sapere prima di posare il pavimento in legno?

Il massetto è lo strato superficiale sul quale si esegue la posa del pavimento e può essere di tanti tipi, il più comune è quello in cemento.

Sono abbastanza comuni anche i massetti di anidrite, costituiti da una miscela di gesso anidrito e inerti. Le caratteristiche principali di un buon massetto sono:

  • La planarità, deve essere orizzontale e in piano
  • La stabilità dimensionale
  • Il livello di stagionatura al momento dell’applicazione del nostro pavimento in legno.

Per essere idoneo alla posa di pavimenti in legno il massetto deve essere:

  • Planare. Lo verifico appoggiando la staggia e controllando che non vi siano frecce maggiori di 2 mm tra la staggia e cemento.
  • Pulito. La superficie del massetto dovrà essere pulita, senza traccia di polvere, sporcizia o detriti che compromettono l’adesione del pavimento in legno.-
  • Privo di fessurazioni. Prima di incollare il pavimento in legno bisogna sigillare monoliticamente eventuali fessure mediante prodotti speciali.-
  • Compatto. Il massetto deve presentarsi compatto e omogeneo su tutta la superficie e per tutto lo spessore.- Stagionato. Il tempo di stagionatura di un massetto è importantissimo, nel caso di un massetto tradizionale si tratta di circa 7 - 10 giorni per centimetro di spessore. Il tempo di attesa può risultare particolarmente lungo per i massetti cementizi (più di un mese). Questo tempo si può ridurre utilizzando delle carte speciali o delle malte per miscelate ad asciugamento rapido.-
  • Asciutto. L’umidità relativa deve essere inferiore a 1,8% nel caso di massetti tradizionali.-
  • Resistente meccanicamente. Oltre ad essere stagionato e asciutto deve avere una resistenza a trazione sufficiente per contrastare le sollecitazioni che si generano in seguito ai movimenti di dilatazione e/o contrazione del legno per effetto di una modesta variazione del suo contenuto di umidità.

Prima della posa, deve sempre essere rilevata l’umidità del sottofondo, effettuando le misurazioni in tutti quei punti che possono ritenersi significativi. La rilevazione dell’umidità deve essere ripetuta anche dopo aver eseguito eventuali opere di preparazione, consolidamento e pulizia con uso di liquidi.

Le due principali tecniche di posa

  • Posa flottante
    È stato creato per rispondere ad una precisa esigenza di poterlo posare autonomamente senza l’ausilio di colle.
    La doga è generalmente composta da tre strati di legno: lo strato centrale è un legno tenero (generalmente Abete o Popular cinese) gli altri due strati sono in essenza pregiata (nelle doghe più economiche il terzo strato è di un essenza meno pregiata)
    Le doghe sono estremamente rigide e di medie - grandi dimensioni, in tal modo non si avranno problemi di stabilità (larghezze maggiori di 13 cm e lunghezze maggiori di 80 cm)

    Come si posa
    prima di tutto deve essere steso un materassino, personalmente uso un sottopavimento costituito dall’accoppiamento di una foglia di polietilene espanso (reticolazione dinamica) con una pellicola di polietilene ad alta densità, dotata di cimosa laterale, per uno spessore totale di 2 mm. Esistono molti tipi di sottopavimenti (fonoassorbenti, per riscaldamenti a pavimento) utile può essere utilizzare un telo barriera vapore, in questo modo si impedirà all’umidità di raggiungere il legno.

    Finito di stendere il sottopavimento si procede alla posa del pavimento in legno. Obbligatorio lasciare 1 cm di spazio tra il legno e tutte le pareti della casa.
    Utilizzare la soglia dislivello composta da due parti (un maschio fissato a terra e una femmina ) in questo modo il pavimento in legno non toccherà la soglia ripettando il centimetro di distanza.

    Perché è necessario mantenere questo centimetro di distanza dalle pareti?
    Semplicemente perché bisogna lasciare lo spazio al legno di dilatarsi in occasione di aumenti dell’umidità ambientale. se questo spazio viene a mancare il pavimento si imbarcherà danneggiandosi.

    posa flottante
  • Posa incollata
    Questo tipo di posa è la mia preferita, il legno viene incollato al massetto diventando solidale con la struttura.
    In questo modo è possibile utilizzare tutti i formati di parquet dai più piccoli ai più grandi presenti in commercio.
    Ricordate che la colla non fa spessore (diversamente dalla posa flottante dove il sottopavimento ha spessore minimo 2 mm)
    Anche in questo tipo di posa valgono le osservazioni fatte per la posa flottante (distanza dalla pareti di 1 cm)

    posa incollata

    Scelta dell’essenza legnosa del parquet

    Tutte le essenze legnose in commercio sono idonee alla posa di un pavimento in legno, ma hanno caratteristiche tecniche differenti.
    La più popolare è il Rovere (Quercus Petraea e Quercus Pedunculata) quasi il 70% del mercato italiano è composto da Rovere.
    Oltre alle essenze esistono anche tavole mordenzate (dipinte) queste sono sempre tavole in Rovere colorate superficialmente, in questa categoria rientrano i parquet sbiancati che sono davvero molto popolari e venduti. Quasi tutti gli architetti propongono i pavimenti in legno sbiancati. I pavimenti in legno sbiancato hanno un aspetto negativo che nessuno mai tiene conto: durante gli anni si può graffiare e i segni a terra faranno risaltare il colore naturale del Rovere (giallo miele) sulla superficie (è solo un velo superficiale) del pavimento.
    Questo vale per tutti i tipi di legno colorati.
    Altre essenze molto popolari sono: il Doussiè (Afzelia pachyloba) di colore rosso scuro, l’Iroko (Clorophora excelsa) marrone, il Tek (Tectona grandis) miele scuro, l’Acero canadese (Acer saccharum più resistente dell’Acero europeo) ecc ecc

    Tipologie di doghe

    Le doghe sono di tante misure, più sono lunghe e più sono larghe. Le doghe larghe sono le più preziose
    È possibile differenziare 2 grandi famiglie di doghe: quelle a tre strati e quelle Multistrato o due strati.
    Doghe a tre strati sono le più antiche e permettono di raggiungere dimensioni maggiori unico neo sono le più costose. Sono composte da uno strato di Legno nobile uno strato di abete o altro legno di scarsa qualità e un ultimo strato di controbilanciatura sempre in legno nobile.
    Doghe multistrato o due strati hanno dimensioni più ridotte rispetto alle precedenti, ma offrono più stabilità e sono più convenienti come prezzo.
    Sono composte da uno strato di legno nobile e 8 strati sottili incollati tra loro che compongono il multistrato. In questo modo le trazioni dello strato nobile sono compensate dal multistrato sottostante generalmente composto da Betulla svedese.


    Tipologie di finiture

    Le principali finiture dei pavimenti in legno sono principalmente due: Verniciata, Oliata o Cerata.

  • Pavimento verniciato:
    Elementi positivi: il legno è protetto da 5-8 strati di vernice, la pulizia è notevolmente più semplice e si possono usare saponi generici (non acidi), si macchia più difficilmente, dura molto di più nel tempo, con il passare degli anni diventa sempre più bello.
    Elementi negativi: Un graffio o una botta non si possono ripristinare, la vernice per quanto atossica non è naturale.

    parquet verniciato

  • Pavimento Oliato o cerato (naturale):
    Elementi positivi: è naturale, dona un maggiore senso di benessere, i graffi sono ripristinabili
    Elementi negativi: per la pulizia devo utilizzare un sapone dedicato, ha bisogno di manutenzione altrimenti tende a cambiare leggermente aspetto.

    parquet oliato


    Consiglio dell'architetto

    Il legno cambia colore negli anni
    È importante essere consapevoli che il pavimento di legno appena comprato ha un colore diverso da quello che avrà dopo qualche anno.
    Il legno si ossida in funzione della quantità di luce che riceve raggiungendo la stabilità dopo un paio di anni al massimo.

    essenze parquet

 


 L'autore

Daniele DevotiArch. Daniele Devoti

Nato in Svizzera, laureato in Architettura allo IUAV a Venezia,
si occupa da anni di ristrutturazione e progettazione di case private.