La pulizia della canna fumaria

La Canna Fumaria ad uso civile (in un'abitazione privata, tanto per intenderci) in particolare di una stufa a legna, ma non solo, anche per uso di qualsiasi combustione e di qualsiasi potenzialità , va fatta pulire in base al regolamento comunale.

Infatti il servizio di pulizia camini, obbligatorio in ciascun Comune (ai sensi dell'art. 14 L.R. 20.08.1954, n.24 e s.m.), può essere esercitato in assunzione diretta da parte del Comune oppure da ditte private in possesso dei requisiti di legge. I camini a combustione solida (le classiche stufe a legna) devono essere puliti almeno una volta all'anno (i comuni di montagna come il nostro, che si trovano oltre i 700 mt. s.l.m., obbligano la pulizia anche due volte all'anno). Le stufe a combustione gassosa e liquida, invece, hanno bisogno di minore manutenzione, riducendo la pulizia ad ogni due o tre anni, a seconda del caso. Fa comunque fede sempre il regolamento comunale. La pulizia della canna fumaria deve essere fatta sempre da persone specializzate e quindi va evitato il "Fai da te", anche perchè il personale qualificato potrà verificare l'integrità della canna fumaria stessa e segnalare eventuali screpolature o altri inconvenienti che potrebbero essere facili cause d'incendio, soprattutto nei tratti attraversanti le soffitte. Infatti, sia quest'ultima, che la combustione della fuliggine depositata nella canna fumaria non pulita regolarmente sono le principali cause di incendio. Quando il camino è acceso, se si verifica una fiammata più alta del solito, o in condizioni di vento asciutto e freddo che risucchia le faville, lo strato di fuliggine depositato sulla superficie interna può appunto incendiarsi. È un ottimo combustibile e, grazie al notevole flusso di aria, avviene una violenta combustione che produce rapidamente molto calore. In genere è di breve durata (10 - 15 minuti) e produce anche un grande rumore e vibrazioni. Dal camino escono violentemente le faville, mentre nel caminetto e dalle fessure prodotte esce un fumo acre. È frequente ai primi freddi, nelle giornate di vento asciutto.

Il calore prodotto arroventa la superficie interna e può fare crepare le pareti della canna e i muri confinanti, col pericolo di estendere l’incendio ai mobili e alle travi dei soffitti. Durante e dopo l’evento cadono nel camino braci e pezzi di mattoni incandescenti, che possono uscire dal caminetto sul pavimento e incendiare la legna, i tappeti ed altri oggetti infiammabili. All’esterno le faville che escono dal comignolo possono ricadere su materiali combustibili.

Alcuni consigli

Le canne fumarie vanno costruite a regola d’arte, con un solo focolare ciascuna, verticali e di larghezza omogenea, senza curve o pendenze, e isolate termicamente dal resto dell’edificio (specialmente dalle travi in legno). Installate una valvola per la chiusura dell’aria e verificate spesso che non si formino crepe sulle pareti a contatto della canna, da cui potrebbero uscire fumo e fiamme. Bruciate legna secca non impregnata di resina, olio o catrame. Non usate l'alcol per accendere il fuoco (usare piuttosto prodotti specifici come i cubetti di diavolina). In generale, quando togliete la cenere e le braci, usate un contenitore di metallo e non conservatele in casa; non mettetele neppure nel cassonetto della spazzatura.

Nel caso in cui la canna fumaria prenda fuoco seguite i seguenti consigli. Non gettate acqua nel camino dall’alto; toccando le pareti arroventate le farebbe crepare all’istante; inoltre la pressione del vapore acqueo prodotto le può indebolire o distruggere. Potete bagnare con poca acqua la legna o il combustibile presente nel caminetto, ma senza bagnare i laterizi circostanti. Chiamate i vigili del fuoco al 115 ! Impedite l’accesso dell’aria alla canna dal basso; chiudete la valvola dell’aria, oppure il pannello di chiusura dell’intero caminetto, se li avete potete anche usare un estintore, dal basso. Allontanate mobili e altri oggetti dai muri attigui la canna fumaria.

Monossido di carbonio

Cosa è, come puoi difenderti da questo gas micidiale, invisibile e inodore, che ad ogni inverno puntualmente uccide numerose persone nelle abitazioni.

Dove viene generato?

In casa può essere creato da: stufe, caminetti, braci, fornelli, scaldabagni, motori, fiamme e braci di ogni tipo in locali non arieggiati, quindi in bagno, in cucina, nella caldaia e in ogni stanza dove c’è qualcosa che brucia. Ma anche l’automobile o un motore a combustione in un locale chiuso. Occorre sempre avere una presa d'aria dall'esterno ed una di scarico dei fumi verso l'esterno.

Perché in inverno?

In realtà questi incidenti capitano nel corso di tutto l’anno, ma sono più frequenti in inverno perché:

  • si accende il riscaldamento nelle case, compresi gli impianti non sicuri;
  • si tengono chiuse le porte e le finestre; la produzione del gas può essere già in corso da tempo, ma con le porte aperte veniva dispersa, e non produceva danni, mentre ora non si disperde più e viene accumulata; 
  • le persone trascorrono più tempo in casa e sono più esposte agli effetti del gas;

a volte per eliminare le correnti fredde, per altri motivi, vengono otturate le prese d'aria o le canne di scarico dei fumi.

Come uccide?

CO è un veleno che quando viene respirato si accumula nel sangue al posto dell’ossigeno: alle cellule del corpo manca l’ossigeno, così il cervello funziona male e la mente perde lucidità, i riflessi diventano lenti, i muscoli sono deboli e fiacchi. È come avere l’influenza. Con dosi maggiori di gas diventa difficile respirare, camminare e quindi si entra in uno stato di coma e si muore. Bastano 10 minuti.
Sono maggiormente a rischio gli anziani (oltre i 75 anni) e i bambini (sotto i 4 anni). Il pericolo è tanto maggiore, quanto maggiore è la concentrazione del gas. Ma ne basta molto poco per avere effetti mortali.
Per eliminare il veleno dal sangue occorre il trattamento in camera iperbarica con cure particolari e i danni possono essere permanenti.

Cos'è, come viene prodotto?

È un gas invisibile, inodore, insapore, più pesante dell’aria.
Viene generato quando combustibili fossili (benzina, legno, carbone, gas metano e propano, gpl, olio) bruciano in modo non completo, quando viene a mancare l’aria, o quando l’aria fornita è scarsa. Una qualunque combustione consuma l’ossigeno dell’aria e produce diversi gas, tra cui l’anidride carbonica (innocua). In un locale chiuso, o con poco ricambio di aria, l’ossigeno viene consumato in fretta e quando diventa scarso la combustione produce il monossido. Ha formula chimica CO (= 1 atomo di Carbonio e 1 di Ossigeno; mentre l’anidride carbonica ha formula CO2 = 1 atomo di Carbonio e 2 di Ossigeno). E' combustibile e può anche esplodere (raro). È più pesante dell’aria, quindi striscia sul pavimento e giù per le scale, formando uno strato invisibile in basso.

Come te ne accorgi?

È invisibile e non ha odore: è difficile accorgersi di respirarlo. Gli indizi che seguono possono essere dovuti anche ad altre cause, ma se li noti è meglio controllare e immediatamente: il monossido uccide velocemente!
Colore giallo/arancio della fiamma (in cucina, scaldabagno) - deve essere blu o azzurra, trasparente e senza fumo. Un indizio nei fornelli a gas sono le incrostazioni di fuliggine e fumo, che non esistono se brucia bene. Piccole fiamme blu scuro ai bordi del fuoco (difficili da vedere). Sintomi di mal di testa e di debolezza, soprattutto quando ti svegli; le prime persone, o animali, ad essere colpite sono quelle che stanno in basso, quindi i bambini, quelle sedute o coricate a letto. Irritazione in gola, nel naso e agli occhi. Ma i sintomi sono diversi da una persona all’altra. Irritazione agli occhi, che prudono e lacrimano, e poi alla gola, difficoltà a respirare. Sensazione di caldo soffocante. Questi sintomi sono spesso collegati alla presenza del monossido. Il cane, il gatto e i piccoli animali sono stanchi o sembrano ubriachi.

Pensi di averne in casa?

Alzati e respira l’aria che sta in alto nel locale; apri subito una porta, una finestra per dare aria e spegni ciò che sta bruciando. Ricorda che anche le braci producono monossido, spegnile del tutto bagnandole e portale all’aperto. Fai alzare le persone che stanno nei letti e sedute, a iniziare dai bambini e dagli anziani e ricordati anche degli animali. Se noti la fiamma di colore giallo o arancione nel gas della cucina o dello scaldabagno, spegnilo e fallo controllare, ma non accenderlo più. Non scendere in cantine o entrare in locali senza aerazione; il gas si accumula in basso e negli sgabuzzini.

Se l’hai respirato ?

Apri immediatamente finestre e porte, se necessario, e sei all'esterno, rompi i vetri. Respira (o fai respirare) aria pulita alla finestra o fuori; poi fatti portare da qualcuno al pronto soccorso, non fidarti a guidare l’auto, potresti svenire; piuttosto chiama un’ambulanza dicendo al personale qual è il tuo problema. Per disintossicarti occorrono cure speciali.

Come ti puoi proteggere?

Ogni ambiente dove brucia una fiamma o una brace deve essere ventilato, (presa d’aria dall'esterno e una di scarico dei fumi verso l'esterno); negli ambienti con stufe a kerosene o gas assicurati che ci sia una presa d’aria aperta; non manomettere quelle esistenti; fai eseguire manutenzione annuale ai fornelli, scaldabagni e caldaia, verificando che non ci siano incrostazioni e otturazioni; non tenere accesi motori a combustione (non elettrico) in locali chiusi, neppure se la porta è aperta, perché il gas prodotto si può introdurre in casa e la normale circolazione dell’aria non basta a disperderlo; per scaldare il motore dell’auto, falla uscire dall’autorimessa; installa in casa un dispositivo di allarme con sensore di monossido; controlla periodicamente le canne fumarie, che non abbiano crepe che portino i gas nelle stanze; i fornelli per barbecue (griglia a carbone) generano facilmente CO; usali solo all’aperto, mai in casa o in garage; quando comperi o affitti una casa fai controllare da un tecnico la situazione dell’impianto di riscaldamento, del gas e delle cucine e della separazione tra l’abitazione e l’autorimessa; sulle roulotte, camper, barche e in tenda usa riscaldatori a energia elettrica; non usare assolutamente combustibili fossili (gas, benzina, carbone, ecc..); nella stiva dei natanti a motore sono spesso presenti gas tossici prodotti dal motore;

Effetti dell’esposizione al CO

(da : James H. Meidl, Explosive and Toxic Hazardous Materials, Glencoe Press, 1970, Table 28, p. 293)
Concentrazione (parti per milione) Sintomi
100 Soglia limite per nessun effetto anche dopo una esposizione di 6-8 ore
200 Possibile leggero mal di testa dopo 2-3 ore
400 Mal di testa e nausea dopo 1-2 ore
800 Mal di testa, nausea e vertigini dopo 45 minuti; collasso e possibile svenimento dopo 2 ore
1,000 Perdita di conoscenza dopo 1 ora
1,600 Mal di testa, nausea, e vertigini dopo 20 minuti
3,200 Mal di testa e vertigini dopo 5-10 minuti; perdita di conoscenza dopo 30 minuti
6,400 Mal di testa e vertigini dopo 1-2 minuti; perdita di conoscenza e pericolo di morte dopo 10-15 minuti
12,800 Effetti fisiologici immediati; perdita di conoscenza e pericolo di morte dopo 1-3 minuti.