Le porte interne

Le porte interne sono composte da tre elementi principali: un telaio, spesso nascosto e ancorato alla muratura, gli stipiti e l’anta.

Questi tre elementi, che compongono una generica porta d’interni, hanno infinite varianti in base al modello, allo spazio e alla funzione.

Prima di decidere di cambiare le porte interne bisogna prendere in considerazione due caratteristiche principali delle vecchie porte.

Il primo è il materiale con cui sono fatte, perché le porte con più di 20 anni probabilmente hanno una qualità costruttiva decisamente superiore a quelle che si trovano oggi in commercio.

In questi casi è bene prendere in considerazione la possibilità di recuperarle modificando il loro aspetto, il colore e/o cambiando la maniglia e le cerniere con nuovi modelli più adatti alla futura immagine dell’abitazione.

La seconda caratteristica delle vecchie porte da tenere in considerazione è quella dimensionale.

Le porte in commercio hanno delle misure standard entro le quali i prezzi sono molto contenuti (anche se sempre in relazione alle finiture e tipologie). Queste misure sono: larghezza (luce netta) 60/70/80/90 altezza 210 e spessore del muro 10/12 cm.

Queste misure s’intendono a “luce passante” ovvero la dimensione netta del foro con la porta montata (solitamente è un 80x210 cm con spessori muro variabili, 10/12 cm per i tramezzi e 30/40 cm per muri portanti).

Se le nostre porte non rientrano in queste dimensioni il prezzo aumenta anche del 50% e in casi come questo l’opzione di recuperare le vecchie porte diventa economicamente vantaggiosa.

 porte interne

Se si decide di cambiare le porte con nuovi modelli si dovrà fare attenzione che gli operai non demoliscano pure la cassamorta (telaio in legno ancorato alla muratura), questa non deve essere cambiata a meno che non sia più in buono stato.

Sopra questa vecchia, ma sempre funzionale, struttura è possibile installare la maggior parte delle porte. Se invece abbiamo scelto dei modelli particolari che necessitano dei controtelai in alluminio siamo costretti a gettare la vecchia cassa morta e intraprendere dei piccoli lavori di muratura per inserire il nuovo telaio di alluminio necessario alla nuova porta.

In casi come questi consiglio di valutare bene le spese che si suddividono tra muratore e installatore delle porte, che possono facilmente raddoppiare.

 

Cosa bisogna guardare quando si sceglie una porta nuova?

Colore e finitura sono le prime cose che saltano agli occhi, ma occorre guardare con più attenzione per essere consapevoli del nostro acquisto.

Così come per i vestiti guardiamo l’etichetta anche per le porte dobbiamo capire come sono fatte.

Una porta economica ha generalmente un telaio in legno massello di abete su cui viene montata una struttura alveolare per riempire gli spazi vuoti e dare spessore e solidità alla superficie dove sarà installata la finitura finale.

La finitura non è sempre in legno, soprattutto per i modelli più economici (meno di 300 euro) nelle quali è realizzata in laminato o materiali plastici che imitano il legno.

Quando è presente la finitura in legno questa è generalmente un foglio sottile che si appoggia sulla struttura alveolare.

Esistono anche porte in legno massello, molto più costose e solitamente dal design datato.

 

Consigli dell’Architetto

Se i lavori di ristrutturazione prevedono la posa di un nuovo pavimento sopra l’esistente ricordatevi che tutte le porte e gli stipiti dovranno essere tagliati alla base. Valutate correttamente la convenienza economica di tale operazione, confrontaldola con una completa sostituzione delle vecchie porte.

 

Tipologie delle porte

Il modello più comune è la porta a battente.

Porta battente

Ancorata agli stipiti da delle cerniere (generalmente due o tre) su un lato, si apre tramite una rotazione che alcuni modelli raggiungono i 180°

Esistono moltissime varietà con colori , finiture e metodologie costruttive differenti e sono sempre in evoluzione. Qui voglio soffermarmi su un aspetto tecnico che solitamente sfugge: la complanarità con la parete: come sapete le porte sono più sottili delle pareti in cui sono inserite e  alcuni modelli permettono un allineamento quasi perfetto con un lato della parete, in questo modo le linee della casa rimangono più “pulite” e gradevoli.

Un altro dettaglio interessante che spesso fugge al cliente è la tipologia delle cerniere. Queste possono essere realizzate con materiali diversi, ma quello che preme evidenziare è che esistono modelli di “cerniere a scomparsa”, totalmente invisibili, poste all’estremità superiore e inferiore dell’anta, conferiscono un’estetica dal design più gradevole.

Porta a scorrimento interno al muro

 Porta a scorrimento interno al muro

Utilizzata principalmente quando non si ha lo spazio sufficiente per aprire un’anta, prevede una gabbia di metallo che deve essere inserita dentro la parete quindi completamente invisibile dove verrà alloggiata la porta. Bisogna sapere che non potremmo posizionare prese elettriche, interruttori e altro in prossimità della porta perché la gabbia non lo permette in quanto lo spazio lasciato da essa non è sufficiente.

Porta a scorrimento esterno

Porta a scorrimento esterno muro

Utilizzata allo stesso modo di quella a scorrimento interno ha il vantaggio di non utilizzare gabbie metalliche, ma un semplice binario (nei modelli più nuovi) su cui viene agganciata per scorrere verso destra o sinistra (dipende dallo spazio disponibile)

Questa tipologia ha un paio di difetti: il primo è che non è possibile chiuderla a chiave se non utilizzando un battente in legno con risultati estetici pessimi, il secondo è che non permette una chiusura ermetica della stanza.

Porte invisibili

Porte invisibili

La loro caratteristica principale è quella di sparire completamente una volta chiuse, si possono tinteggiare come la parete oppure scegliere una decorazione diversa da realizzarsi artigianalmente. Gli svantaggi di questo modello sono due: richiedono una cassa morta in alluminio da montare sulla parete con precisione millimetrica e il filo muro, e quindi l’invisibilità, si ottiene solo da un lato.

Porta a bilico

porta a bilico

questa tipologia è interessantissima, si apre come una porta a battente, ma non ha le classiche cerniere. Ha un perno ad una distanza minima di 25 cm su cui è montata la porta, in questo modo il raggio d’apertura e l’ingombro risulta molto minore. l’aspetto negativo è che servono luci passanti molto più ampie dei canonici 80 cm in quanto il perno riduce di moltissimo il passaggio.

Porte a tutta altezza

Le porte normalmente hanno un’altezza di 210 cm ma è possibile aumentarle fino ad arrivare al soffitto, si aprono ad anta ed esteticamente sono molto belle. Non vengono usate molto perché i progettisti non si fidano della durata negli anni di questo tipo di modello, il legno potrebbe deformarsi e con queste dimensioni si potrebbe arrivare alla non chiusura o peggio al graffiamento del soffitto. 

Porta a libro

porta a libro

Tipologia utilizzata quando si vuole minimizzare l’ingombro dell’apertura dell’anta e non c’è la possibilità d’inserire una porta scorrevole a scomparsa.

Queste si distinguono per un taglio verticale a metà dell’anta, in modo tale che questa possa ripiegarsi su se stessa impacchettandosi su uno stipite. Sono realizzate prevalentemente in legno e permettono una chiusura tramite un nottolino con gancio.

A questa categoria appartengono anche le porte a soffietto, generalmente hanno una qualità inferiore perché realizzate in pvc o plastica.

 

Le porte ad anta possono avere due sensi di apertura: Spingere a destra o spingere a sinistra, in un eventuale ordine deve essere sempre specificato il senso di apertura perchè solo qualche modello permette di modificarlo in fase di montaggio.

Generalmente chi produce le porte ha una piccola gamma di produzione di maniglie, preferisce lasciare ampia libertà al cliente nella scelta, fatta esclusione per alcuni modelli di design dove tutto è stato progettato e realizzato.

In questo caso verificate sempre che le maniglie non siano incluse nell’acquisto delle porte, Perché rinunciare alla libertà di scelta?

Esistono produttori esclusivi di maniglie per porte che hanno un catalogo vastissimo di modelli, linee e materiali, complicando lievemente la scelta.

Le maniglie devono sempre essere coordinate con le finiture della stanza, soprattutto con quelle della finestra, i materiali e le finiture dovranno essere i medesimi (ottone, acciaio, alluminio, finiture lucide, spazzolate, opache ecc ecc.)

 

Cambiare le porte all’interno dell’abitazione il più delle volte non comporta particolari lavori di demolizione o di muratura, è un’operazione semplice veloce e se abbinata ad una ritenteggiatura delle pareti la casa apparirà decisamente diversa senza dover eccedere con le spese.


 L'autore

Daniele DevotiArch. Daniele Devoti

Nato in Svizzera, laureato in Architettura allo IUAV a Venezia,
si occupa da anni di ristrutturazione e progettazione di case private.